Aveva strangolato la madre, riformata la sentenza di condanna di Gabriele Barbato.

toga_avvocatoLa Corte di Assise di Appello di Napoli ha riconosciuto per Barbato Gabriele la insussistenza dell’aggravante dei futili motivi e la sussistenza dell’attenuante della “provocazione per accumulo” e, in riforma della precedente sentenza ha applicato la pena di anni otto e mesi otto di reclusione. Il Giudizio proviene dalla sentenza della Corte di Cassazione I^ sezione penale che, in data 30 ottobre 2013, ha annullato la sentenza a carico di Barbato Gabriele, con rinvio alla Corte di assise di Appello di Napoli per il nuovo giudizio. Il Barbato è imputato di aver ucciso, mediante strangolamento, la madre Marucci Leonarda. In data 14 07 2011, il Gup di Benevento, a seguito di rito abbreviato, condannava il Barbato alla pena di anni dieci di reclusione. La Corte di Assise di Appello di Napoli, in data 26 giugno 2012, in riforma dell’impugnata sentenza, riduceva la pena ad anni nove e mesi quattro. La Corte di Cassazione, con la sentenza sopra citata ha annullato la sentenza ritenendo non sussistente l’aggravante dei futili motivi che era stata contestata al Barbato e ritenendo, altresì, sussistente l’attenuante della provocazione, che era stata negata, invece, dalle precedenti sentenze di merito. Il Barbato è difeso dall’avv. Federico Paolucci del Foro di Benevento.

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