Avvocati in stato di agitazione per le condizioni fatiscenti del Palazzo di Giustizia.

“Gli avvocati irpini, riunitisi in data 13.03.2019 nell’ ambito dell’ assemblea indetta dalla Camera Penale Irpina, per discutere della precaria situazione in cui versa il Palazzo di Giustizia della Città di Avellino, preso atto di quanto accaduto in data 25 febbraio u.s., quando si è resa necessaria la chiusura al pubblico di un’aula di udienza penale, poichè era stata riscontrata la caduta di calcinacci dal soffitto; della nota a firma del Sig.Presidente del Tribunale di Avellino del 07.03.2019, di cui è stata data integrale lettura in assemblea, con la quale da una parte si è precisato che l’ evento de quo è stato determinato da un guasto idrico, che ha prodotto solo un momentaneo e limitatissimo disservizio e, dall’ altra, che il Palazzo di giustizia di Avellino è afflitto da “problemi” noti alle istituzioni competenti; del verbale della “conferenza permanente” svoltasi in data
05.03.2019 presso la Presidenza del Tribunale, rilasciato a seguito di formale accesso agli atti ad opera della Camera Penale Irpina ex L.241/90, nel quale è dato leggere:
• che il Palazzo di Giustizia di Avellino non ha conseguito il certificato di prevenzione incendi per i piani in elevazione;
• che l’ impianto elettrico del Palazzo di Giustizia di Avellino è solo parzialmente conforme a norma;
• che il Palazzo di Giustizia di Avellino non è dotato di impianto di protezione dalle scariche atmosferiche;
• che il Palazzo di Giustizia di Avellino “necessita di urgente ristrutturazione”, poiché vanno compiuti i lavori necessari al suo adeguamento sismico ed antincendio;
• che il tetto dell’ edificio nel quale è allocato il Palazzo di Giustizia di Avellino è anche afflitto da cospicue infiltrazioni di acqua piovana;
• che in relazione a pressochè tutte tali criticità risultano, in tutto o in parte, già stanziati i fondi necessari ai necessari interventi ripristinatori ma che la progettazione di molti di questi è ancora in fase di studio, sicchè non si prevede quando essi potranno mai vedere l’ inizio; considerato che la Camera Penale Irpina ha messo a disposizione dell’ assemblea una relazione acquisita in occasione di precedente accesso agli atti, a firma dei tecnici incaricati dal Comune di Avellino di elaborare un progetto di adeguamento antisismico del Palazzo di Giustizia, datata
27.02.2017, secondo la quale lo stabile, risulta
‘rispondente per l’ azione dei carichi verticali alle indicazioni normative dell’ epoca di costruzione purchè sia rispettata la corretta distribuzione di carichi, sovraccarichi e funzioni come previsto in progetto e garantita una corretta manutenzione di tutti gli elementi strutturali affinchè questi risultino efficienti e mantengano i requisiti di sicurezza rispondenti alle ipotesi e condizioni di progetto; non adeguata, ma adeguabile alle sollecitazioni provocate dalle azioni sismiche di intensità prefissata come previsto dalla normativa vigente”; che le conclusioni appena riportate appaiono analoghe a quelle rassegnate in relazione ad altri edifici pubblici insistenti sul territorio cittadino, dei quali è stato mantenuto il sequestro ad opera dell’ A.G., in considerazione dell’ elevato rischio sismico proprio del territorio Irpino, allo scopo di prevenire rischi per la pubblica incolumità in caso di fenomeni tellurici; che, peraltro, il parere tecnico appena richiamato si basa su osservazioni compiute in sito nel 2001, nel 2009 e nel 2012, ovvero diciotto, dieci e sette anni orsono, e presuppone, quanto alla capacità strutturale dell’ edificio, che esso venga correttamente manutenuto “in tutti i suoi elementi strutturali”;
che le attività manutentive sin qui svolte sull’ edificio non pare abbiano raggiunto i suoi elementi strutturali, poiché, a quanto è dato sapere, si è solo provveduto nel lontano 2009 ad un intervento finalizzato a contenere la cd. “carbonatazione” del calcestruzzo e l’ ossidazione dei ferri di armatura dei pilastri esterni del palazzo di giustizia, e ad una parziale loro intonacazione;
audito il Dirigente del Provveditorato alla Opere Pubbliche di Avellino, ing. Gennaro D’ Onofrio, che:
• ha sostanzialmente confermato quanto sin qui esposto precisando, che, in considerazione del lievitare dell’ importo dei lavori di adeguamento sismico dell’ edificio progettati dal Comune a seguito delle osservazioni fatte dal suo ufficio al progetto esecutivo predisposto dai tecnici nominati dall’ Ente proprietario, è plausibile che l’ appalto debba avvenire mediante le forme della cd. “gara europea” con conseguente ulteriore dilatazione della tempistica;
• ha ricordato che il progetto esecutivo dell’ intervento antisismico non è stato ancora formalmente trasmesso al suo ufficio dal
Comune di Avellino; e ha ribadito che l’ adeguamento antisismico del Tribunale di Avellino è imposto dalla legge e non è oltre differibile; ha preannunziato l’ imminente presa in carico dei lavori funzionali all’ adeguamento antincendio, precisando che, invece, non è ancora stato rilasciato alcun progetto funzionale all’ adeguamento dell’ impianto elettrico;
rilevato che l’ osservazione visiva dell’ edificio evidenzia consistenti fessurazioni dell’ intonaco dei maschi murari soprattutto al livello delle aule di udienza penali, che meriterebbero una più approfondita indagine atta a scongiurare l’ ipotesi — non creduta – che esse siano sintomatiche di una perdita di capacità portante della struttura;
che, a seguito dell’ entrata in vigore delle più restrittive norme tecniche per le costruzioni del 2018, occonerebbe in ogni caso por mano ad una nuova indagine sul complesso edilizio in argomento, onde confelmarne la sua idoneità a sopportare quantomeno i carichi permanenti e quelli di servizio; che gli interventi ripristinatori di cui si è discusso in assemblea non paiono destinati ad essere realizzati celermente, registrandosi ritardi e disaccordo tra Ente proprietario e Provveditorato alle Opere Pubbliche su importanti snodi progettuali ed operativi; che desta viva e fondata inquietudine negli avvocati e nei numerosissimi utenti del Palazzo di Giustizia di Avellino tale non più tollerabile situazione di stallo, che, per quanto sin qui osservato, non consente ad alcuno la fruizione del Palazzo di Giustizia con la necessaria serenità, tanto è vero che è ancora affisso ai muri del palazzo l’ inquietante invito rivolto all’ utenza “di lasciare il palazzo di giustizia appena svolti gli adempimenti di interesse”; osservato che è rimasta inopinatamente silente sulla pur rilevantissima questione l’ intera classe politica ilPina, eccezion fatta che per il Sen.Antonio Iannone, il quale ha fatto pervenire un importante attestato di solidarietà all’ indirizzo degli avvocati ilPini e di disponibilità a confortare la loro azione, di cui è stata data lettura nel corso dell’ assemblea; che l’ avvocatura tutta intende rivendicare il diritto all’ esercizio della propria attività in condizioni di sicurezza e di decoro ed adoperarsi affinchè sicurezza e decoro siano garantite a tutti gli operatori di giustizia avellinesi, oltrechè, naturalmente, all’ utenza; che dal 01.09.2015 le competenze sull’ edilizia giudiziaria sono passate dal Comune, che rimane centro di spesa e committente dei progetti, al Ministero della Giustizia, cui spetta la predisposizione e l’ attuazione dei programmi di adeguamento degli edifici adibiti a sedi di tribunale e, quindi al Provveditorato alle Opere Pubbliche della Campania, cui incombe, tra I’ altro, la direzione dei lavori sull’ immobile;
che gli uffici appena individuati sono ceftamente a conoscenza – e da tempo assai risalente – dei fatti sin qui esposti e che, nondimeno, la situazione denunziata perdura senza che vi si ponga rimedio con l’ urgenza del caso; tutto ciò premesso i presidenti degli organismi rappresentativi dell’ avvocatura presenti sul territorio che sottoscrivono il presente documento si impegnano ad intraprendere, ciascuno per quanto di propria competenza, tutte le iniziative che si riterranno appropriate a denunziare la grave situazione in cui versa il Palazzo di Giustizia di Avellino, onde favorire la celere risoluzione delle criticità sopra descritte, proclamando sin d’ ora in segno di protesta lo stato di agitazione della classe ed a vagliare l’ opportunità, nel caso in cui la stasi dovesse permanere, di proclamare l’ astensione dalle udienze civili e penali, nel rispetto delle norme di cui al codice di autoregolamentazione vigente.
Il presente documento viene inviato al Sig.Commissario Straordinario del Comune di Avellino, al Ministro della Giustizia ed al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, valendo esso invio quale formale messa in mora nei loro confronti ad ogni effetto di legge”.

Il Presidente della
Camera Penale Irpina
Avv.Luigi Petrillo
Il Presidente dell’ Aiga di Avellino
Avv.Raffaele Tecce
Il Presidente della Camera Civile di Avellino Avv.Elvira Matarazzo
II Presidente del Movimento Forense di Avellino
Avv. Gaetano Napolitano

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