Barcellona:16enne beneventana salva per scarpette non comode

er il cambio di un paio di scarpe non comode è sfuggita, insieme col padre, all’attentato di Barcellona. É successo alle 16enne Elvira D’Aronzo, beneventana. La giovane ed il papà Enzo erano arrivati solo qualche ora prima nella città catalana dove avrebbero dovuto trascorrere un breve periodo di vacanza. I due beneventani erano presenti sulla Rambla fino a pochi minuti prima della tragedia; la sedicenne, indossando un paio di scarpe rosse poco comode, ha chiesto al papà di rientrare in albergo per poterle cambiare e continuare la passeggiata sulla Rambla. Quanto avvenuto, è descritto da Elvira, in un post su Instagram; è già rientrata oggi in Italia per una vacanza che non ha potuto fare e che l’ha segnata per sempre. “Come bisogna iniziare un pensiero del genere?” scrive la ragazzina qualche ora dopo la tragedia. “La vera domanda – continua – è come continuarlo, come trovare le parole giuste per definire queste molestie che piegano il mondo e i suoi abitanti. Un’Europa schiava del terrore, felicità schiava dalla paura… La consapevolezza della cruda realtà di cui sentivo tanto parlare in televisione che oggi è diventata la mia realtà e l’incubo di persone come me, entusiaste della vita e delle bellezze che essa ha da offrire. Oggi ringrazio quel paio di scarpe rosse che forse mi hanno salvato la vita, perché davvero me l’hanno salvata. E quei 20 minuti prima in cui ero lì e sarei dovuta rimanere per visitare quel luogo tanto affollato dai turisti&hellip Non credevo che un giorno questo potesse capitare a me, ma sono qui a raccontarlo”. Continua Elvira: ”Dico a tutti coloro che leggono: godetevi la vita, non lamentatevi delle piccole imperfezioni e sfumature negative che riempiono i bordi delle vostre vite soddisfacenti e felici, ogni momento ha un valore inestimabile…”. E, ancora: “La mia toccata e fuga a Barcellona è stata un’esperienza di vita, una tragedia incancellabile, che porterò sempre come cicatrice sul cuore&hellip Il mio cuore batterà per sempre con quello delle migliaia di persone che erano vicino Plaça Catalonya intorno alle 17 di questo pomeriggio&hellip Pregate per questo mondo così malato e contorto, reso invivibile da coloro che fanno del male alla razza umana. Siamo tutti fratelli, bisogna lottare insieme, perché – conclude la sedicenne – non dobbiamo lasciarli vincere. Noi dobbiamo vincere,insieme. Non dimenticatevi mai di vivere”.

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