Bcc Flumeri rileva Banca Irpina, salvi conti e bond

bcc irpinaE’ stata completata con la formalizzazione di tutti gli atti relativi, l’operazione di cessione di attività e passività di Banca Irpina Credito Cooperativo (istituto in amministrazione straordinaria, con sede legale a Montemiletto, Avellino) alla Banca di Credito Cooperativo di Flumeri. La soluzione individuata, secondo quanto riferito in una nota, ”consente di salvaguardare pienamente i diritti dei depositanti, obbligazionisti e altri creditori, i cui rapporti proseguono regolarmente con la BCC di Flumeri e di tutelare i lavoratori in generale. L’intera operazione è stata resa possibile grazie al contributo di tutte le componenti del Sistema BCC nel segno di una consolidata solidarietà di sistema: le BCC e Casse Rurali italiane, il Fondo di Garanzia Istituzionale, le Banche di secondo livello (il Gruppo Bancario Iccrea, la Cassa Centrale Banca-Credito Cooperativo del Nord Est (Trento) e la Cassa Centrale Raiffeisen dell’Alto Adige), coordinate da Federcasse in collaborazione con tutte e 15 le Federazioni Locali, compresa naturalmente quella Campana che ha contribuito a diversi livelli e in diverso modo”. Banca Irpina Credito Cooperativo, dal 10 Gennaio 2016 in liquidazione volontaria, contava nove filiali, circa 4.000 soci e diecimila clienti, attivi per 400 mln. Ammontano a 2,4 milioni di euro più interessi le obbligazioni subordinate in possesso di circa 140 clienti retail, integralmente tutelate. La BCC di Flumeri, con sette filiali, conta circa 1.500 soci, 15.000 clienti e 51 dipendenti. Dopo l’operazione BCC Roma-Banca Padovana dello scorso dicembre, ”anche in questo caso si tratta di una soluzione alternativa a quella adottata per le 4 banche italiane (che non sono BCC) avviate a risoluzione il 22 novembre scorso. “Un’operazione complessa e rapida – viene sottolineato – che conferma il forte impegno del Credito Cooperativo italiano nell’affrontare le situazioni di criticità che possono riguardare banche aderenti al sistema con risorse esclusivamente proprie e senza che i depositanti e risparmiatori ne abbiano alcun danno”.

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