Ben venga Educazione Civica come materia a sè nelle scuole. La nota di Franco Petraglia.

Ho letto che una bozza di proposta di legge di iniziativa popolare, partita da Firenze, chiede di rendere obbligatoria(con voto) l’educazione civica come materia a sé nelle scuole. Potrebbe servire a migliorare gli italiani? Spero proprio di sì. Oggigiorno, ahimè, i giovani sono un po’ sgarbati. Sarà irriflessione? Esuberanza dell’età? Fatto sta che quando gli chiedi una cosa o non te la fanno, o la fanno con così cattive maniere che ti passa la voglia di chiedergliela. Questi virgulti, quasi sempre, danno il tu a persone che non conoscono. Ringraziare, per loro, è un’esagerazione. Sugli autobus non mi capita mai di vedere ragazzi alzarsi per cedere il posto ad anziani. Sarei curioso di sapere perchè il sistema di una volta è stato infranto : in pratica tutto ciò che è reputato bello, buono, educativo, in conformità a giudizi generali di natura etico-morale? Quanto mi manca quella cavalleria rusticana di un tempo. I giovani, per costruirsi una vera identità e per vivere degnamente, hanno bisogno di un ordine morale. Il progresso tecnologico-scientifico è stato distruttivo: ha cambiato i buoni comportamenti delle vecchie generazioni. Ricordo con nostalgia che, ai tempi nostri, avevamo l’obbligo di rispettare i genitori, i fratelli maggiori; essere pazienti con i minori; mostrarci affabili con tutti e usare cortesia e rispetto – anzi una specie di venerazione- per i vecchi, a qualunque classe sociale appartenessero. Mi rendo conto che sono virtù rare ad aversi; ma è necessario sforzarsi di conseguirle. Solo così, facendo in tutto e per tutto il nostro dovere, possiamo portarci nell’animo la poeticità, la dolce armonia e la serenità : beni preziosi per stare bene con noi stessi e meglio relazionarci con la società.

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