Benevento ’44: la difficile rinascita di una città distrutta

Una Benevento metafisica e surreale è quella che ci racconta Norman Lewis, un ufficiale inglese che fu di stanza a Benevento tra il 12 agosto e il 6 ottobre del 1944. Lo fa in un suo libro, “Napoli ’44”, edito in Italia da Adelphi nel 1994. Il ritratto che fa della nostra città è, forse, in parte adattato a stereotipi che alterano la reale percezione della realtà, ma rimane la sensazione di una impietosa analisi di degrado e sottosviluppo, frutto non solo della guerra e dei bombardamenti. Questa sera, nell’ambito del quinto salotto di “Percorsi”, sarà la giornalista Elide Apice a leggerci alcune di queste pagine. E sarà emozionante comprendere tutta la distanza che oggi esiste tra la nostra città e quella di pochi decenni fa, con tutta la labilità del presente che rimane appena dietro l’angolo dell’inferno. Nel salotto di ieri, invece, tutt’altro argomento: un viaggio in Giappone raccontato da Biagio Maio e Giancarlo Varricchio, sempre impostato sulle distanze e le differenze, ma questa volta geografiche. Mondi lontani che tuttavia, oggi, non possono non confrontarsi, ricavandone tutta la ricchezza di spunti e idee che il diverso può fornirci. Alla serata ha preso parte anche la docente del Guacci Miriam Castracane, insieme a due ragazze, provenienti dall’estremo oriente asiatico, la giapponese Tsubame Marialalii e la thailandese Sasitorn Charoenmeaung, che hanno trascorso quest’anno scolastico a Benevento, grazie al progetto Intercultura. Nello spazio dell’arte, si parlerà questa sera di Angelo Pescatore, già docente del Liceo Artistico, ma anche di Hubert Robert, pittore francese della seconda metà del XVIII secolo, autore di una insolita e poco nota veduta della Rocca dei Rettori.

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