Benevento. Bimba nata morta, informata anche la madre.

Le condizioni della mamma sono migliorate. Del resto, era stata ricoverata presso la sala di terapia intensiva solo a scopo precauzionale. In mattinata, con l’ausilio dei familiari e degli psicologi dell’ospedale, le è stata comunicata la notizia. Con tutte le cautele del caso, le è stato detto che sua figlia, Rita Pia, è nata morta. Lei, la signora Debora Feleppa di 34 anni, prima di questa mattina non lo ha saputo. Il papà Antonio Spiotti di 36 anni, invece, è stato informato pochi minuti dopo il parto. Lui ha deciso di vederci chiaro su questa situazione e così ha avvisato la polizia ed ha deciso di farsi assistere dai suoi legali. Come vuole la prassi, nelle prossime ore, verrà disposta l’autopsia sul corpicino di Rita Pia. Le parti interessate, l’ospedale Rummo, i ginecologi ed i genitori, potranno nominare i propri periti Solo con l’autopsia si potrà stabilire cosa sia successo ieri mattina all’ospedale Rummo di Benvento. Nella serata di lunedì, alla signora Debora sono arrivate le doglie sempre più forti. Cosi, marito e moglie hanno deciso di recarsi in ospedale. Da sottolineare che per i nove mesi di gravidanza non si era avuto alcun problema. Era filato tutto liscio e la piccola sarebbe dovuta nascere con un parto naturale. Dopo una notte di travaglio, però, ieri mattina, al papà è stato comunicato che si sarebbe proceduti con il cesareo, a causa di fibrillazioni cardiache sia della piccola che della mamma. Passano ancora pochi minuti e al papà viene comunicato che la piccola è nata morta. Antonio preso dallo sconforto e dal dolore chiama la polizia e comincia l’iter per accertare le responsabilità di questa triste storia. Il papà vuole solo sapere quello che è successo, intende conoscere le cause che hanno portato al triste epilogo. Sulla questione, il direttore generale del Rummo Renato Pizzuti ha sottolineato che i medici hanno fatto il possibile per salvare Rita Pia. Al momento dell’intervento, in sale operatoria, era presente sia l’equipe dei medici che degli anestesisti. Le procedure, quindi, secondo il numero uno dell’ospedale, sono state tutte rispettate. L’inchiesta, però, è stata aperta. Si dovrà procedere all’autopsia e solo dopo questo importante esame si potrà capire cosa sia, effettivamente, successo.

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