Benevento. Detenuto tenta suicidio nel carcere di Capodimonte.

Un detenuto tenta il suicidio in carcere e sull’episodio interviene Giannaserena Franzè, segretario provinciale Cgil Fp: “Nella mattinata di ieri presso la Casa Circondariale di Benevento un detenuto comune ristretto per reati comuni e per art. 609 c.p.p noto per essersi reso protagonista di risse con altri detenuti nonché di atti di autolesionismo ha tentato il suicidio durante il cambio turno. L’intervento degli agenti di polizia penitenziaria in servizio sul piano detentivo è stato alquanto provvidenziale in quanto ha permesso di salvare una vita umana e di scongiurare prosiegui di natura diversa rispetto a quella di ordine trattamentale”. La Franzè commenta, unitamente al coordinatore provinciale Fabrizio Minicozzi: “Presso la casa circondariale si verificano di sovente eventi critici che minano la stabilità dell’intera struttura carceraria con ripercussioni sull’ordine e sicurezza dell’istituto ridotto oramai all’osso in termini di gestione delle risorse umane. Nella stessa giornata si sono registrati diversi eventi critici tra cui merita maggiore attenzione quello che si è presentato di buon mattino allorquando un detenuto di origine sannita dopo essere rientrato dall’ospedale Rummo ha inscenato una forte protesta tesa a non rientrare in cella per futili motivi. Solo grazie alla professionalità e allo zelo del personale di Polizia Penitenziaria nonché dell’ispettore di sorveglianza generale presente in servizio si è riusciti a riportare alla calma il detenuto e a gestire contemporaneamente più eventi critici ma sono stati davvero momenti di alta tensione dovuta anche alla scarsità di personale presente nei giorni festivi. Si tratta di eventi gravi che ultimamente si presentavano frequentemente e solo grazie alla professionalità mostrata e allo spirito di sacrificio dei poliziotti penitenziari che si cerca di scongiurare tragedie in carcere con risvolti sicuramente negativi. Si chiede quindi alla direzione sannita, diversamente dal passato, di intervenire in modo energico per fronteggiare le costanti criticità penitenziarie dove gli eroi silenziosi del quotidiano rischiano la vita tutti i giorni nonché vengono minacciati di atti ritorsivi per garantire la sicurezza dell’istituto e della comunità sociale”.

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