Benevento è la città dove fare la spesa costa meno.

Benevento è la città d’Italia dove fare la spesa costa meno. E’ quanto emerge dall’analisi de Il Sole 24 Ore condotta su 60 città italiane, individuando un paniere di 20 prodotti alimentari di prima necessità. Riso, pane fresco, biscotti, pasta di semola di grano duro, carne fresco di bovino primo taglio, prosciutto cotto, tonno in scatola, latte intero alta qualità, yogurt, parmigiano reggiano, uova, burro, olio extravergine di oliva, piselli surgelati, spinaci surgelati, pomodori pelati, zucchero, cioccolato in tavolette, caffè tostato e acqua minerale, i beni alimentari che compongono il paniere analizzato. E’ stato calcolato il consumo annuo di una famiglia media, attraverso l’incrocio con i prezzi minimi, medi e massimi registrati dall’Osservatorio sui prezzi del ministero dello Sviluppo economico per il mese di giugno. Ci si ritrova così che se a Rimini, ad esempio, per comprare un chilo di pane servono 4 euro, a Benevento basta la metà, mentre per l’acquisto della stessa quantità di carne di bovino primo taglio sulla Riviera si spendono circa 24 euro, nel Sannio solo poco più di 12 euro. Il dato è frutto dell’analisi dei prezzi medi, secondo la quale oltre la metà delle città italiane ha uno scontrino del carrello della spesa superiore alla media nazionale di 3.779 euro, con punte massime di circa 4.500 euro a Rimini, Ferrara e Ravenna e punte minime di 3.112 euro proprio a Benevento, seguita da Catanzaro e Napoli. Se si tiene conto dei prezzi massimi, ovvero del costo dei prodotti di alta qualità, Benevento è prima nella top ten delle città meno care con una spesa annua di poco più di 4.000 (4.052) euro rispetto a una media nazionale di 5.455 euro. Tra le città più care anche Milano, Firenze, Bolzano e Roma. Nella classifica, che mette a confronto le città in base al prezzo minimo, Benevento non figura tra le prime dieci, dove a tenere testa, invece, è Milano come la città meno cara e Ravenna come la più esosa. Anche Firenze risulta essere altre dieci città meno care in base il prezzo minimo. Come dire che la tendenza nel capoluogo sannita e a seguire in tutta la provincia è quella di propendere per prodotti di alta qualità che comunque restano accessibili al portafogli delle famiglie. In ogni caso l’analisi condotta da Il Sole 24 Ore fa registrare comunque una crescita del costo del carrello rispetto ad una rilevazione analoga effettuata nel 2011 di almeno il 6,7% sia al Nord che al Sud, con punte altissime al settentrione rispetto alla media nazionale e con un aumento più moderato al Meridione.

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