BENEVENTO. Martedì 21 luglio assemblea per modifiche al Capitolato per l’appalto della mensa scolastica. Partecipano i genitori, i lavoratori, i sindacati, il sindaco e i consiglieri comunali.

Altrabenevento ha promosso una assemblea pubblica che si terrà martedì 21 luglio alle ore 16,30 nella sala consiliare di palazzo Mosti, per definire le proposte per il nuovo Capitolato di appalto per la mensa scolastica insieme ai genitori e ai lavoratori che da anni si occupano di tale servizio. Hanno finora aderito i comitati dei genitori e i sindacati CUB, CGIL, CISL e UIL. Il sindaco Fausto Pepe ha assicurato la sua presenza. Sono invitati tutti i consiglieri comunali e gli operatori dell’informazione.

Si discuterà della necessità di un centro di cottura comunale che Altrabenevento ha già proposto e che l’amministrazione comunale ha preso in considerazione, e delle modifiche da apportare al Capitolato Speciale di Appalto soprattutto dei controlli e del numero di pasti da servire. Il comandante Moschella ne ha previsti 1.000 senza spiegare perché e ciò comporta una riduzione di almeno il 40% del personale della Ristorò che, per contratto nazionale, ha diritto di essere assunto dalla nuova società che vincerà la gara per il servizio mensa per i prossimi tre anni.

Infatti, l’ultimo contratto per il periodo 1 gennaio 2014, 31 maggio 2015, prevedeva 1.600 pasti e prima delle proteste dei genitori e di Altrabenevento per la qualità del servizio, ne venivano serviti quasi 1.700. Si sono poi ridotti per il comportamento della Ristorò ma il sindaco, anche durante la seduta del consiglio comunale del 31 marzo scorso, ha dichiarato che “bisogna assolutamente recuperare la fiducia dei genitori e tornare a 1.800- 2000 pasti come gli anni scorsi”.

La scelta di Moschella di ridurre i pasti a 1.000 giornalieri nasce dalla convinzione che la sfiducia delle famiglie per il servizio mensa e per l’amministrazione comunale non potrà mai essere recuperata? O nasce dalla tentazione di risparmiare soldi invece di potenziare questo importante servizio pubblico?

Peraltro, la decisione del comandante è ancor più incomprensibile se si considera che egli ha indicato nel Capitolato la spesa di oltre 3 milioni di euro per questo servizio per tre anni. Ebbene, se consideriamo che per tale periodo i giorni di mensa saranno 480 circa (160 all’anno senza i sabato e le feste) ne deriva che la spesa complessiva prevista è sufficiente per almeno 1.250 pasti lasciando a 5 euro il costo di ogni pasto, senza alcuna riduzione. Ciò comporta la possibilità di non fare la gara con il sistema del massimo ribasso e di prevedere invece l’offerta migliorativa per consentire veramente la qualità prevista dai nuovi menù.

Altro elemento di discussione fondamentale riguarda l’ammontare del ticket a carico delle famiglie.

Lo scorso anno il Comune, proprio a causa della riduzione dei pasti, ha risparmiato la metà del fondo stanziato. Quest’anno lo dovrebbe utilizzare per ridurre alla metà i ticket a parziale compensazione del danno subito dalle famiglie per il disservizio. Le nuove quote dei ticket, seppur ridotte, consentono di aumentare il fondo a disposizione del Comune e pertanto potrebbero essere previsti nuovamente i 1.600 pasti, a 5 euro ognuno, con una buona qualità, migliorando i controlli e quindi recuperando la fiducia delle famiglie e garantendo i livelli occupazionali.

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