Acs: l’amante si lamenta che l’auto “non cammina sulle salite”.

Una bicicletta a pedalata assistita e un’ auto aziendale assegnata all’amante, e le spese per le vacanze messe a carico dell’ Azienda comunale. E’ quanto emerge dalle indagini della Squadra Mobile e della Guardia di Finanza di Avellino, che hanno portato stamattina all’ arresto dell’ amministratore unico di “Acs” (“Azienda Città Servizi srl”), società interamente partecipata dal Comune di Avellino, Amedeo Gabrieli, e all’ emissione di sei divieti di dimora nei confronti di altrettanti indagati. Il Procuratore Rosario Cantelmo in una conferenza stampa con il Questore di Avellino, Maurizio Ficarra, il Comandante della Guardia di Finanza, Antonio Mancazzo, e il capo della Squadra Mobile, Marcello Castello ha parlato di “gestione criminale della società”. Gare di appalto assegnate senza alcuna procedura a cooperative e associazioni gestite da pregiudicati, in cambio di sostegno elettorale, e distrazione di fondi pubblici sono alcune delle contestazioni nei confronti degli amministratori della partecipata del Comune di Avellino, che gestisce il patrimonio, il verde e i parcheggi. “Un vero e proprio saccheggio – ha detto Cantelmo – per favorire amici e parenti, attraverso l’affidamento di consulenze o assunzioni”. All’ amante di uno degli indagati era stata messa a disposizione, per uso privato, un’auto aziendale. Intercettata al telefono, la donna, che a sua volta prestava l’ auto ad altri suoi familiari, si lamenta delle prestazioni: “Non cammina sulle salite”. A carico dell’amministratore unico di “Acs”, che ha ottenuto i domiciliari, sarebbe anche emerso l’ uso privato di tre biciclette aziendali a pedalata assistita – una di queste a disposizione dell’amante – l’ appropriazione di un televisore aziendale di 60 pollici e l’ uso della carta di credito aziendale per spese personali, di parenti, e dell’amante, per pagare l’assicurazione auto, e i conti di alberghi e ristoranti in cui, con i familiari, trascorreva le vacanze. Tra gli indagati figura Mauro Aquino, presidente della “Casa sulla Roccia”, associazione per il recupero dei tossicodipendenti, che di recente ha inaugurato anche una Casa rifugio per le donne vittime di violenza. Un altro filone delle indagini riguarda le cooperative. Secondo la Procura, erano state fittiziamente create e funzionavano da contenitori in cui “sistemare parenti, amici e amanti”. Le cooperative, convenzionate con Acs, erano guidate da pregiudicati e personaggi di “spicco criminale”. Gli indagati peraltro erano al corrente dell’ inchiesta a loro carico avendo ricevuto nel 2015 avvisi di garanzia per peculato, corruzione e abuso d’ufficio, ma non avevano modificato in niente le loro condotte. Anzi, come emerge dalle intercettazioni telefoniche, si ponevano in atteggiamento di sfida nei confronti degli investigatori, definiti “quattro pidocchi che ci trattano come se fossimo quelli di Mafia Capitale”. Indagati anche Giuseppe Freda, Sergio Galluccio, Vincenzo Marciono, Luciana Giugliano, per i quali è scattato il divieto di dimora nel capoluogo irpino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*