Bus in scarpata: tecnico Autostrade, sicurezza garantita. Procura ipotizza falsa testimonianza.

Le barriere poste sul viadotto Acqualonga della A16 Napoli-Canosa offrivano sufficienti garanzie di sicurezza e non andavano riqualificate o sostituite. Lo ha sostenuto Paolo Anfosso, progettista della Società Autostrade, nell’udienza del processo in corso ad Avellino per l’incidente nel quale il 28 luglio del 2013 persero la vita 40 persone che in autobus stavano tornando a Pozzuoli (Napoli), dopo una gita a Telese e Pietrelcina, (Benevento). “I new jersey installati sul viadotto – ha affermato Anfosso – alla data dell’incidente, garantivano tutti gli standard di sicurezza”. Incalzato dalle domande dell’accusa, rappresentata dal Procuratore Rosario Cantelmo, e dai pm Cecilia De Angelis e Adriano del Bene, Anfosso ha detto che la decisione di non effettuare interventi di manutenzione o riqualificazione su quel tratto autostradale, “venne condivisa con i responsabili della struttura tecnica” ed ha riferito sui rilievi mossi alla Società Autostrade, prima dell’incidente, dall’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, oggi incorporata nell’ Anac, relativi agli appalti ed alla tipologia di interventi effettuati sul tratto. Anche sulla base della testimonianza resa nella udienza precedente da Carlo Cresta, ex funzionario dell’Autorità, secondo il quale “le barriere a protezione del viadotto andavano sostituite su tratti ritenuti significativi, in quanto interessati da interventi di riqualificazione e non di manutenzione”, la Procura ha chiesto al giudice monocratico che presiede il processo, Luigi Buono, la trasmissione della testimonianza al suo ufficio, per le valutazioni di merito. La Procura potrebbe ipotizzare nei confronti del progettista della società Autostrade, il reato di falsa testimonianza.”Le barriere sul viadotto Acqualonga della A16 erano adeguate in base alla normativa”, ha sostenuto in aula il dirigente dell’ organismo di vigilanza sulle concessioni autostradali del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Placido Migliorino. La sua testimonianza ha chiuso l’udienza di oggi. Migliorino ha confermato quanto affermato in precedenza nell’udienza di oggi da Paolo Anfosso, progettista della società Autostrade. In precedenza, era stato ascoltato Amedeo Gagliardi, direttore dell’ufficio legale di Società Autostrade, che ha illustrato l’organigramma della società, ed ha sostenuto che gli interventi vengono sollecitati dalle Direzioni di Tronco, richieste rispetto alle quali “i vertici della società non entrano”. Tra i 15 imputati, che a vario titolo sono chiamati a rispondere di omicidio plurimo colposo, disastro colposo e falso in atto pubblico, 12 sono dipendenti o ex dipendenti della Società Autostrade. Tra essi l’ad Giovanni Castelluci, ed il dg Riccardo Mollo. L’ udienza prosegue nel pomeriggio. Il presidente Buono ha fissato le prossime udienze per il 10 e il 31 marzo, e per il 17 e 21 aprile.

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