A Calabritto i carabinieri sequestrano una discarica abusiva.

Permane vigile e costante l’attività nel settore ambientale dei Carabinieri della Compagnia di Montella che hanno posto in essere una serie di servizi finalizzati all’accertamento di reati connessi alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica ed, in particolare, alla repressione dello smaltimento illecito di rifiuti e/o sostanze inquinanti.

Con i rischi connessi alla persistente emergenza rifiuti, i Carabinieri di Montella hanno posto in essere, nell’ambito dei servizi predisposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Avellino, una serie di controlli ad obiettivi siti nell’intero del territorio di competenza, comprese discariche, siti di stoccaggio e centri di raccolta per rifiuti speciali.

In particolare, nell’ambito di tali servizi i Carabinieri di Calabritto, grazie alla proficua attività info-operativa e confortati anche da alcuni spunti informativi derivanti dall’approfondita conoscenza del territorio e della realtà locali, hanno individuato un’area all’interno della quale ignoti avevano abbandonato rifiuti di ogni genere come pneumatici di autovetture e autocarri, mobili, elettrodomestici, sacchi di bottiglie di vetro e, soprattutto, alcune lastre di eternit contenente il pericoloso e cancerogeno amianto.

L’area si trova a ridosso di una strada e sotto uno dei viadotti della SS 691 “Fondo Valle Sele”, strada a scorrimento veloce che i responsabili dello scellerato abbandono dei rifiuti, hanno probabilmente utilizzato per raggiungere il luogo individuato, sversare illecitamente i rifiuti pericolosi e allontanarsi facendo perdere le tracce.

I Carabinieri, pertanto, al fine di impedire che l’attività illecita potesse protrarsi ulteriormente hanno sottoposto a sequestro l’intera area interessata all’abbandono e al deposito incontrollato abusivo di rifiuti, in totale spregio di qualsiasi prudenza e buon senso vista la vicinanza di campi coltivati, che rappresentano vanto e ricchezza per gran parte degli abitanti della zona, per molti dei quali sono l’unica fonte di sostentamento, con evidenti rischi di contaminazione per i prodotti agricoli.

L’area, dopo l’intervento del personale dell’ARPAC che ha dettagliatamente “classificato” i rifiuti, è stata affidata in custodia al Comune che, in attesa dell’eventuale individuazione dei responsabili, avvierà l’iter finalizzato alla bonifica.

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