Camorra: per la Dia cresce l’influenza del Clan Pagnozzi, in discesa il clan Cava.

Pubblicata la relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia che fotografa la mappa dei clan negli ultimi 6 mesi del 2015. Secondo la Dia, «gli assetti criminali delle province di Benevento, Salerno e Avellino appaiono sostanzialmente inalterati rispetto ai periodi precedenti». Nella mappa dei clan disegnata dagli analisti della Direzione Investigativa Antimafia, il quadro che emerge dagli assetti criminali della provincia di Avellino non subisce grandissime variazioni, tranne che la sostituzione del gruppo Cava nell’area nolana con un nuovo gruppo e nella relazione si fa riferimento al gruppo Sangermano. «Il contesto territoriale avellinese – scrivono nella Relazione gli analisti dell’Antimafia – continua ad essere caratterizzato da una sostanziale stabilità degli equilibri criminali tra i clan Cava e Graziano di Quindici e Pagnozzi, che insistono sulla Valle Caudina. I Cava sono privi delle figure apicali di maggiore rilievo, ovvero i capi storici raggiunti da arresti e condanne, si pensi a Biagio Cava, condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione e al numero due del sodalizio, Antonio Cava, per cui sono in corso istanze che potrebbero anche portare sorprese, ma al momento è anche lui detenuto. Il clan Graziano, interessato anche da importanti scarcerazioni, resta operativo nel Vallo di Lauro, nell’agro nocerino sarnese ed in altre zone della provincia di Salerno. Senza opposizione la leadership in gran parte delle province di Avellino e Benevento del clan Pagnozzi che puo’ vantare come è risaputo ramificazioni a Roma e una struttura che trova la sua forza in una organizzazione per cosi dire familiare. «Nella Capitale appare consolidata la presenza, nella zona sud-est, del clan Pagnozzi e dell’alleato Senese, emanazione del gruppo Moccia di Afragola, ma ormai forte di una sua propria autonomia».

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