Camorra: per la DIA la situazione in Irpinia è allarmante.

Consegnata oggi al Parlamento dal Ministero dell’Interno, la relazione annuale della Direzione Investigativa Antimafia. Nel documento, si legge testualmente che, per ciò che attiene alla provincia di Avellino, «i gruppi di maggior spessore criminale si confermano i Cava e i Graziano, originari di Quindici, e i Pagnozzi, famiglia che estende la propria influenza su parte del territorio di Benevento e di Caserta, con interessi illeciti anche nella Capitale. Sul territorio – conferma la relazione – è presente anche il gruppo Genovese, nei cui confronti la D.I.A. di Salerno ha eseguito, nel mese di dicembre, la confisca di alcuni beni mobili nella disponibilità di un componente del sodalizio. Il Vallo di Lauro, la zona di Baiano, la Valle Caudina, l’Alta Irpinia, il comprensorio Montorese-Solofrano e la zona di Ariano – si legge chiaramente nella relazione – si confermano le aree dove più si avverte la presenza della criminalità organizzata. Tra gli illeciti propri di queste organizzazioni, il traffico di sostanze stupefacenti, unitamente all’attività estorsiva, hanno assunto un ruolo determinante per l’affermazione e la sopravvivenza dei clan». Ed ancora: «Un’indagine dell’Arma dei Carabinieri, conclusa a novembre, ha fatto luce su un’associazione ben organizzata, attiva nei comuni di Gesualdo e Villamaina, in grado di far fronte alle richieste di stupefacenti provenienti dalle piazze di spaccio dell’Alta Irpinia e della Valle del Calore.

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