Camorra: Riesame annulla ordinanza domiciliari per Sarro

Annullata, appena nove giorni dall’invio alla Camera, la richiesta di arresto nei confronti del deputato di Forza Italia Carlo Sarro. La decisione è del Tribunale del Riesame di Napoli che non ha condiviso gli elementi su cui si basava l’ordinanza agli arresti domiciliari emessa dal gip nell’ambito di una inchiesta della Dda di Napoli sui presunti rapporti tra politica, imprenditoria e la cosca dei Zagaria del clan dei Casalesi. Una indagine che aveva portato, tra l’altro, all’arresto dell’ex sindaco di Caserta Pio Del Gaudio (scarcerato nella tarda serata di ieri dal Tribunale della Libertà). I giudici hanno accolto le richieste dell’avvocato Vincenzo Maiello che, nel corso del suo intervento, aveva sostenuto l’assenza dei gravi indizi di colpevolezza. Sarro, originario di Piedimonte Matese, in provincia di Caserta, componente della Commissione antimafia e vicepresidente della Commissione giustizia (incarichi dai quali si era autosospeso in seguito al coinvolgimento nell’inchiesta), è stato chiamato in causa, nella sua qualità di commissario del consorzio Ato 3 per appalti riguardanti lavori idrici e fognari nell’area vesuviana e sarnese. L’ipotesi di reato di turbativa d’asta che gli è stata contestata nel provvedimento di arresti domiciliari trasmesso alla Camera, si riferisce a presunti interventi per favorire l’assegnazione degli appalti – banditi dalla Gori per un importo di 31,7 milioni di euro – a ditte di imprenditori ritenuti legati al clan Zagaria. A puntare l’indice contro l’esponente di Forza Italia era stato nel corso delle indagini uno degli imprenditori che aveva beneficiato degli appalti. L’avvocato Maiello ha evidenziato, tra l’altro, che nella documentazione raccolta dagli inquirenti non vi è alcun atto firmato da Sarro. ”Si trattava di un provvedimento ingiusto, contrario al diritto e alla verità dei fatti. Sono finiti giorni bui, il Riesame ha messo la barra della legge e del diritto al centro delle valutazioni”, ha commentato l’avvocato Maiello. “Non si è dimostrato come fosse stata alterata questa gara: la mia immagine e la mia reputazione sono state massacrate a livello nazionale in maniera immotivata”, ha detto il parlamentare. ”Sono diventato colpevole – ha aggiunto Sarro – solo perché accusato da una persona rancorosa: in questo meccanismo può finire chiunque”. Non ha risparmiato stilettate al lavoro degli inquirenti: ”Capisco la delicatezza e le difficoltà legate al lavoro investigativo e all’accertamento delle responsabilità, ma credo che rispetto a fonti accusatorie rancorose ci sia l’esigenza di una verifica e di un riscontro rafforzato. Altrimenti un risentimento e una vendetta possono colpire lasciando ferite profonde. In questa vicenda sono stati messi in gioco 32 anni di attività professionale e 20 anni di impegno politico e istituzionale senza mai essere stato sfiorato da un’indagine ma neanche dal sospetto di una condotta meno che corretta”. Silvio Berlusconi ha telefonato al deputato per felicitarsi e per esprimere “gioia” dopo la decisione del Riesame. L’ordinanza che annulla il provvedimento restrittivo sarà presto trasmessa alla Camera dei Deputati: sarà così chiusa la procedura avviata il 14 luglio scorso, il giorno il cui scattò l’operazione Medea che portò in carcere 13 persone.

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