Campania: M5s, sfiducia a De Luca, chi non firma è colluso

“A distanza di 24 ore nessun consigliere regionale ha firmato la mozione di sfiducia proposta dai sette consiglieri del Movimento 5 Stelle nei confronti del governatore De Luca. Una mozione resasi necessaria alla luce di quanto sta emergendo dall’inchiesta giornalistica di Fanpage.it e dalla parallela indagine della Procura di Napoli, che hanno acceso i riflettori su un articolato sistema corruttivo nel settore dello smaltimento rifiuti in Campania”. Così, in una nota, il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Consiglio regionale della Campania Gennaro Saiello. “Indagine – continua Saiello – che coinvolge, a vario titolo, esponenti di centrodestra e centrosinistra, oltre che vertici e dipendenti della Sma Campania, e che ha già portato alle dimissioni del consigliere delegato della partecipata regionale e del figlio del governatore, Roberto De Luca, dall’incarico di assessore al Bilancio al Comune di Salerno. Un quadro inquirente che si sta allargando a macchia d’olio con il coinvolgimento del presidente di Sma Campania, Fabio Iacolare, immortalato mentre, a nome della Regione, tratta tangenti con un ex camorrista per smaltire fanghi tossici, chiamando in causa anche il vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola”. “Gli accordi svelati dall’inchiesta – sottolinea Saiello – sono concentrati sullo smaltimento di ecoballe da Taverna Del Re, gara annunciata in pompa magna da De Luca alla presenza del segretario del suo partito e sulla quale, come avvoltoi, si sarebbero immediatamente fiondati politici, affaristi e camorristi. Al di là dei risvolti giudiziari, De Luca deve ancora fornire più di un chiarimento. A cominciare dalla trattativa intavolata da suo figlio con un ex boss. A che titolo Roberto De Luca trattava per conto della Regione Campania? E come è possibile che Luciano Passariello, esponente dell’opposizione, eserciti la sua influenza sulla Sma, sulla quale invece la Regione ha mostrato di non avere alcun controllo? Un quadro gravissimo rispetto al quale ci aspettavamo un’immediata presa di distanza dei consiglieri regionali che, rifiutandosi di firmare la nostra mozione, confermano di avere interesse soltanto alle proprie posizioni di privilegio e non a combattere questo sistema che continua a inquinare le nostre terre e a fare affari sulla salute dei cittadini campani”.

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