Campania: sanità privata-De Luca, duro scontro a convegno

Si è trasformato in un duro scontro tra il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca e il presidente dell’Aspat Pierpaolo Polizzi il convegno dell’associazione che raccoglie 324 strutture di sanità privata in Campania che svolgono 467 attività accreditate presso il servizio sanitario regionale. La tensione è scoppiata dopo che la dottoressa Antonella Guida, dirigente del servizio sanitario della Regione Campania, ha illustrato le decisioni dell’ente sul fabbisogno sanitario 2018-2019 e quindi dei tetti di spesa sanitaria. “Non è possibile operare senza un confronto e un dialogo – ha detto Polizzi prendendo la parola – ci deve essere una condivisione delle decisioni con il settore privato. Se lei – ha aggiunto rivolgendosi a De Luca che era al tavolo, accanto a lui – sta per adottare questo provvedimento senza che noi abbiamo avuto possibilità di fare le nostre valutazioni siamo spiazzati”. De Luca ha poi preso la parola replicando: “Non so se è stato offensivo per voi comunicarvi che abbiamo recuperato 6 milioni aggiuntivi per le prestazioni sanitarie. Ritiriamo questa informazione e cominciamo a discutere zero a zero, così come ritiriamo anche l’anticipazione rispetto all’altro milione in più trovato per la riabilitazione”. “Non mi pare vi sia chiaro che siamo commissariati. Abbiamo dei vincoli finanziari nazionali, e se non li rispettiamo a Roma tagliano punto e basta. Ci muoviamo entro vincoli fissi che non si possono cambiare. Stiamo facendo un lavoro immane per recuperare risorse, un lavoro rigorosissimo a livello di strutture pubbliche e private. Il lavoro andrà avanti nel piano coinvolgimento di tutte le organizzazioni: mi auguro che non finiremo il dibattito tra 10 anni, perché io sono un tifoso della democrazia che però è fatta anche di sintesi. Se dobbiamo consultare il mondo intero, tra dieci anni staremo ancora decidendo”. De Luca ha poi ricordato l’impegno della Regione per azzerare il debito storico della sanità campana che è di oltre 800 milioni di euro, sottolineando che “il mio obiettivo – ha detto – è di eliminare il debito entro l’estate, perché è un macigno che ci obbliga ad accantonare un fondo di rischio da 1,2 miliardi di euro l’anno. Dovrei dirvi altre trecento cose ma non dico altro, azzeriamo tutto. Da domani cominciamo il confronto 0-0, nulla di deciso. Questo sono i tetti nazionali. Se elaborate voi una proposta razionale ve ne sarò grato perché ci avrete aiutato a fare il nostro lavoro”. “Ci hanno detto qui – ha spiegato poi al termine del convegno ai cronisti Polizzi – che non era la sede adeguata visto che si trattava di un dibattito pubblico. La struttura tecnocratica ha la facoltà di adottare un provvedimento però poi all’atto di portarlo in giunta deve sentire le associazioni e renderle edotte, avviare un procedimento partecipativo. Non ci vogliono gli anni basta fare un cronoprogramma, poi la decisione spetta sempre a loro: noi non possiamo che partecipare alla fase di consultazione, ma anche questa fase è mancata al momento”.

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