Castanicoltura, dopo il cinipide ora un fungo sta mettendo in ginocchio il settore

Nuovo allarme pr il settore della castanicoltura irpina. Dopo il Cinipide, che ha infestato e ancora infesta i castagneti della provincia, il nuovo incubo sarebbe un fungo che comprometterebbe l’interno della castagna, fino a spingere addirittura i castanicoltori ad alzare bandiera bianca. L’allarme arriva da Montella, una delle tre aree Igp della Campania. In una lettera, indirizzata ai vertici regionali, Salvatore Carfagno lancia un appello urgente per il varo di una legge speciale a favore del settore. Carfagno chiama direttamente in causa il Governatore Vincenzo De Luca, la Presidente del Consiglio Regionale Rosa D’Amelio, il Presidente della Commissione Agricoltura, Maurizio Petracca e il Consigliere delegato all’Agricoltura, Francesco Alfieri. Carfagno chiede un piano speciale che riconosca lo stato di calamità predisponendo le risorse necessarie ad intervenire sugli agenti nocivi. “I castanicoltori, che già hanno pagato sulla propria pelle i danni causati negli ultimi anni dal Cinipide non sono più nella condizione di poter sopportare anche quest’ulteriore perdita economica. È superfluo ricordare l’importanza del castagno per le nostre zone, sia dal punto di vista economico che ambientale. Un abbandono – si legge nella missiva – dei castagneti da parte dell’uomo metterebbe in serio pericolo il già precario equilibrio idrogeologico delle nostre montagne”. Si rischia purtroppo di vedere andare in fumo anni di lavoro di tanti piccoli coltivatori di castagne e soprattutto di un indotto che dalla raccolta arrivava fino alla produzione di prodotti dolciari realizzati con le castagne. Bisogna che al livello regionale si fissino regole certe per quanto attiene il trattamento dei castagneti, non è più tollerabile che le piante vengano irrorate con i più diversi prodotti, badando solo al proprio tornaconto economico. Poi non bisogna lamentarsi se la natura toglie quello che l’uomo non sa conservare.

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