Cervinara: ancora un caso di mala sanità.

Quattro ore e mezzo in un pronto soccorso per poi essere trasferito ancora in un altro ospedale, dove, sempre in pronto soccorso, è spirato. Eppure era arrivato a Benevento, in codice rosso, addirittura intubato. Non solo, si trattava di una persona trapiantata ai reni, insomma aveva bisogno delle massime attenzioni. Ma, mancano i posti letto all’ospedale Rummo di Benevento, e non si può fare altro, si può solo morire. Ed, infatti, la settimana scorsa, precisamene, giovedì sedici marzo, un 64enne di Cervinara, dopo un vero e proprio calvario, è morto all’ospedale di Sant’Agata dei Goti. L’uomo, a Febbraio scorso, era riuscito ad avere un trapianto di reni. Per lui era terminata la Via Crucis della dialisi, alla quale era sottoposto dal 2009. Si apriva una nuova speranza, anche perchè il trapianto, praticato all’ospedale di Siena, era andato nel migliore dei modi. Dopo tre settimane, torna a Cervinara ed inizia ad avere una vita quasi normale. Il sedici marzo, però, si sente male, Probabilmente, le difese immunitarie molte basse lo espongono a qualche infezione. Nel pomeriggio del sedici marzo, le cose precipitano. Il 64enne ha problemi respiratori, viene allertato il 118, viene soccorso ed i medici capiscono subito la gravità delle sue condizioni. Così, come sempre avviene per i codici rossi, a metà tragitto si pratica il trasbordo su un’altra ambulanza. Purtroppo, questa è una maledetta prassi che continua per i pazienti dei comuni irpini della Valle Caudina. Comunque, il paziente arriva intubato e, quindi, si presume anche in coma al pronto soccorso. Da quel momento in poi, si attende di portarlo in un reparto. Purtroppo, non c’è il posto letto e dopo quattro ore e mezzo, viene trasferito a Sant’Agata dei Goti, dove dopo circa un’ora, muore per arresto cardiaco. Badate bene spira sempre al Pronto Soccorso. Oramai, con i continui tagli alla sanità, quello che è capitato al 64enne di Cervinara, potrebbe succedere ad ognuno di noi. L’ uomo, in poche settimane, è passato dal paradiso all’inferno. Ha scoperto l’eccellenza della sanità italiana, con un delicato trapianto di reni riuscito, per poi precipitare verso l’inferno della mala sanità che affligge tutti noi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*