Cervinara. E’ morto don Giorgio Carbone

Anche dal letto di ospedale, qualche ora prima di esalare l’ultimo respiro, si è interessato di quella che, per 47 anni, è stata la sua parrocchia. Ieri mattina, don Giovanni Panichella si era recato all’ospedale Moscati di Avellino per andare a visitare don Giorgio Carbone, parroco emerito di San Nicola Vescovo. L’anziano sacerdote si trovava in ospedale da più di una settimana, per diverse complicazioni. Appena ha visto il suo successore ha iniziato a chiedergli notizie della sua chiesa e di quelle che era diventata la sua gente. Poi, nella notte è tornato alla casa del padre, in modo molto sereno. Con don Giorgio va via un pezzo di Cervinara. Non era nativo del centro caudino, era originario di Lapio, dove era nato nel 1932. ma si era radicato tra la gente della zona alta del paese. Li aveva guidati e aveva pregato con loro. Aveva partecipato alle gioie dei battesimi, delle comunioni e dei matrimoni ed aveva asciugato tante lacrime. Aveva preso possesso della parrocchia di San Nicola Vescovo il 17 marzo del 1966. Ed è rimasto al suo posto, come una quercia sino al 2013. Ma,una volta raggiunto il meritato riposo non aveva voluto lasciare Ioffredo/ Castello. Aveva deciso di trascorrere lì gli ultimi suoi giorni, in quella che era diventata la sua terra, tra la sua gente in pace e serenità. Era doveroso allestire nella chiesa di San Nicola, la camera ardente per questo mite sacerdote. Una mitezza d’animo che lo aveva guidato anche nei momenti tragici, come quelli dell’alluvione. Proprio in quei giorni, don Giorgio era riuscito ad essere una guida straordinaria per un popolo che si sentiva frustrato ed abbattuto. La chiesa, la sua chiesa, miracolosamente, era stata risparmiata dal fiume di fango e proprio intorno ad essa la comunità si doveva ritrovare e così fu. Tutti coloro che lo hanno conosciuto, che hanno pregato con lui, oggi lo piangono. Lui, però, adagiato nella navata della chiesa, sembra sereno. Ancora una volta, in questo terribile momento, è lui a consolare il dolore di quelle persone. Del resto, grande era la fede che lo animava ed ora dall’alto dei cieli si prenderà cura del suo gregge.

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