Cervinara: grande successo per la via Crucis vivente.

E’ imponente, accurata, partecipata, ben recitata ed emozionante, con la particolarità che ogni anno si riesce a far meglio del precedente. E’ stata un grande successo, la 29esima edizione della via Crucis vivente che si svolge a Cervinara, ha mantenuto tutte le attese della vigilia. Del resto, oltre cento persone, lavorano per diversi mesi, per ricostruire, secondo quanto riportato dai vangeli., l’ultimo giorno della vita di Cristo. Si parte dall’ultima cena, per culminare con la scena della morte sulla croce. Uno sforzo davvero eccezionale, che mette insieme tante associazioni e tanti giovani che hanno raccolto il testimone dai loro padri, dai loro zii e dai loro fratelli maggiori. La via Crucis, infatti, è partita nel 1990, organizzata dall’azione cattolica di Sant’Adiutore Vescovo. Da allora, con tanti sacrifici, è diventata una manifestazione di tutto il paese. Non solo, in Valle Caudina non ci sono manifestazioni che possono competere con quella di Cervinara e, probabilmente, è un unicum anche per le province di Avellino e Benevento. E’ lo stesso paese che fa da scenario, trasformandosi nella Gerusalemme di duemila anni. . Si parte, infatti, da via Aia De Panno, nello splendido giardino di palazzo Bove, con l’ultima cena, per arrivare davanti all’abbazia di San Gennaro a Ferrari per la crocifissione, mentre tre scene centrali si svolgono in piazza Sant’Adiutore. Massima attenzione alle scenografie, ai costumi, ai microfoni e alle luci, nulla viene lasciato al caso. Si prova e si riprova per dare agli spettatori quell’emozione che quella storia riesce sempre a dare. Lo sforzo è davvero grande, sia per coloro che affondano la scena, sia per quelli che restano dietro le quinte, per fare in modo che tutti funzioni alla perfezione. Vale la pena ricordare quelli che sono stati gli interpreti principali.
Francesco Amatiello ha interpretato Gesù, con una dolcezza che ha conquistato tutti. I dubbi e le incertezze di Ponzio Pilato sono state affidate a . Domenico Lengua, un Caifa ieratico e subdolo, invece, per Michele Pallotta, Giuseppe Lanni ha saputo mostrare la spavalderia ed i rimorsi di Erode. Angelo Gallo e Michela Taddeo, rispettivamente nei panni di Giuda e del diavolo hanno dato vita ad un duetto molto suggestivo. I due ladroni, invece, sono stati interpretati da Francesco Tangredi e Mario Girardi, mentre la madonna da Annarita Farese. Ma sono stati tutti molto bravi ed ora si attende la 30esima edizione.

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