Cervinara. Il parroco della Chiesa di San Nicola nega la cresima ad una donna: “dai scandalo alla parrocchia”

“ Non puoi fare qui la Cresima. Dai scandalo alla parrocchia, vai altrove, vai a Benevento o a Rotondi, ma non puoi farla qui ”. Nell’anno 2018, sotto il pontificato di papa Francesco, c’è ancora chi sbarra le porte della chiesa a persone che si vogliono accostare a Cristo. Succede a Cervinara, succede nel territorio della parrocchia di San Nicola Vescovo a Ioffredo. Domani, domenica 20 maggio, in questa parrocchia sono in programma le cresime. Tra le persone che hanno deciso di confermare la propria appartenenza al cristianesimo, c’è anche I. C, una signora di 35 anni. Una donna che da 17 anni convive con il suo uomo dal quale ha avuto due figli, una ragazza di 13 anni ed un bimbo di 8. I due hanno deciso di sposarsi davanti a Dio e agli uomini. Quindi la cresima è per la signora propedeutica al matrimonio che intende al più presto celebrare. Per evitare problemi ha parlato prima con il parroco don Giovanni Panichella. Il sacerdote, in un primo momento, sembrava non avesse nulla da dire. Le ha chiesto il certificato di battesimo e l’ha messa in lista insieme a tutti gli altri cresimandi. Ma poi, deve essere successo qualcosa. La 35enne, ieri mattina, ha ricevuto una telefonata da una persona incaricata dal parroco di contattarla. Ebbene, secondo questa persona I.C non avrebbe dovuto effettuare la cresima nella chiesa di San Nicola perchè la sua condotta, ossia, convivere da 17 anni con lo stesso uomo e farci due figli, dava scandalo. A sera, la donna si è recata in parrocchia per parlare direttamente con il sacerdote. Don Giovanni Panichella ha confermato tutto, anzi, le ha detto di andare altrove a Benevento, per esempio, o a Rotondi. Si tratta di un fatto di una gravità inaudita che offende il Vangelo e gli insegnamenti del pontefice. Papa Francesco non fa altro che invitare i sacerdoti ad accogliere tutti. Figuriamoci come la penserebbe sulla negazione di un sacramento come la cresima. Senza contare che la 35enne, da anni, viene trattata come un’appestata dalla chiesa. Quando ha battezzato i suoi bambini o quando hanno fatto la prima comunione, lei, a differenza di tutte le altre mamme non si è potuta confessare o non ha potuto prendere la comunione. Ora intendeva avvicinarsi di nuovo ai sacramenti, ma un prete, un ministro di Cristo lo sta impedendo. Visto che domani a Cervinara arriva l’arcivescovo di Benevento, monsignor Felice Acrocca, scelto proprio da papa Bergoglio per guidare la chiesa beneventana, vorremo sapere cosa ne pensa di queste esclusioni. Monsignor Acrocca dovrebbe pronunciare parole chiare e forti su questa vergognosa vicenda. Non è la signora a dare scandalo, a dare scandalo è la chiesa che esclude. Ci permettiamo, sommessamente, da peccatori, di ricordare il Vangelo di Giovanni che racconta l’episodio dell’adultera che, secondo la legge mosaica, doveva essere lapidata. Gesù disse a coloro che l’accusavano: “ Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. A quelle parole gli accusatori che avevano già le pietre in mano, uno dopo l’altro si ritirano. Così Gesù si rivolse a quella donne e le disse: Dove sono i tuoi accusatori, nessuno ti ha condannata? Nessuno, rispose la donna . Neanche io ti condanno, disse ancora il Messia, và e, d’ora in poi, non peccare più”. Gesù non condanna, ma, dopo duemila anni, lo fanno quelli che dovrebbero essere i suoi ministri. Sant’ Agostino, commentando quell’episodio del Vangelo, sottolineò che, dopo l’allontanamento degli accusatori, in quel luogo restarono in due, la miseria e la misericordia. A Ioffredo di Cervinara è rimasta solo la miseria, la miseria di uomini che vogliono farsi Dio in terra.

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