Cervinara. Il presepe nel segno dell’integrazione

Gli scontri di natura religiosa che si stanno sviluppando in questi giorni, in tante scuole di Italia, non riguardano Cervinara. Anzi, dal centro caudino arriva un forte segnale di convivenza pacifica e rispetto reciproco. .” Educhiamo i nostri ragazzi alla tolleranza e non abbiamo timore ad allestire i presepi, in ogni plesso scolastico, ed anche nelle singole aure. Non imponiamo un credo,ma, da sempre, abbiamo cercato di far capire il valore culturale sia del Presepe che dello stesso Crocifisso. Allo stesso tempo ci soffermiamo sul rispetto di ogni singola religione o credo”. E’ quanto ci dice la dirigente dell’istituto omnicomprensivo Francesco De Sactis di Cervinara, Serafina Ippolito. Istituto che ha adottato come simbolo la Chiave che l’artista albanese Milot ha donato a Cervinara, per ringraziare la comunità che lo ha accolto nel lontano 1991. Una chiave che serve per aprire le menti ed i cuori. Un bellissimo presepe ad altezza d’uomo è stato allestito nel plesso scolastico di via San Cosma, Le figure sono state messe a disposizione dei volontari del santuario dei santi medici Cosimo e Damiano ed è vissuto dai bimbi, come se fosse una fiaba.” Scene del genere, ci dice ancora la dirigente, non possono offendere nessuno. I bimbi musulmani non si sentono offesi e non si sentono offesi i loro genitori. Per loro è una sorta di scoperta. Del resto mai, nelle scuole di Cervinara, dalle materne alle superiori, abbiamo avuto qualsiasi tipo di problemi con alunni o genitori. Anzi, sottolinea la professoressa Ippolito, tanti ragazzi di fede musulmana, nell’ora di religione decidono di non svolgere lezioni alternative e restano in classe con gli insegnanti ed i loro compagni. Sto parlando anche di adolescenti che , alle superiori, tengono a seguire le lezioni. Mi sembra il modo migliore per evitare che il radicalismo possa fare proseliti: conoscersi l’uno l’alto, senza timore”. Certo, a Cervinara non c’è una grande insediamento di immigrati musulmani. All’omncomprensivo De Sanctis, dalle materne alle superiori, non si superano le trenta unità, ma, comunque, dal centro caudino arriva una piccola grande, lezione di tolleranza. “ Un ragazzo musulmano, mi ha detto qualche giorno fa, che la storia della famiglia di Gesù ricorda molto quella che stanno vivendo, in queste stesse ore, tante altre famiglie che fuggono dalla guerra, dalla fame e dalla miseri. Il messaggio dell’accoglienza è universale ed è quello che veicola proprio il presepe”.

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