Cervinara. La Banda degli Onesti 2.0: la truffa è servita.

Potrebbe sembrare una sorta di Banda Degli Onesti 2.0. I buoni postali, infatti, erano stati ricreati alla perfezione. Era vera anche la filigrana, segno che chi ha agito è un mago del computer. Ma, se Totò, Peppino e Giacomo Furia le 10mila lire false, ma vere, non riuscivano a spacciarle, la banda che ha agito a Cervinara ha incassato oltre 300 mila euro. Innanzitutto, diciamo che le famiglie truffate non hanno perso neanche un euro. Al momento la parte lesa è solo Poste Italiane. La truffa è stata scoperta dai carabinieri della stazione di Cervinara al comando del maresciallo Contini e potrebbe portare nei prossimi giorni a nuovi clamorosi sviluppi. Diverse le persone finite nel registro degli indagati tra cui un dipendente di Poste Italiane,che era in servizio presso la filiale di Cervinara ed ora è stato sospeso in attesa ad un solo passo dal licenziamento. Era lui la talpa che ha permesso ad un gruppo di truffatori del napoletano di cambiare buoni fruttiferi, intestati a persone decedute o che vivevano all’estero. I buoni venivano clonati con il nome del nuovo intestatario, mentre il numero della matrice era quello rilasciato da Poste Italiane. Insomma buoni veri, ma falsi. Una storia che è andata avanti per diverso tempo, anche perchè si basava su un collaudato sistema. Infatti quanto i truffatori si portavano allo sportello dell’Ufficio Postale di Cervinara per il cambio dei titoli, ad attenderli c’era sempre il dipendente infedele e loro complice. L’operazione veniva effettuata di solito durante il turno pomeridiano. La truffa è venuta alla luce ad Agosto dello scorso anno, quando all’ufficio postale di Cervinara si è presenta una persona che ha chiesto di cambiare un buono fruttifero. L’impiegato quando ha digitato il codice ha scoperto che con quella stessa matrice era stato cambiato un altro buono intestato ad un’altra persona. Ci sono stati attimi di smarrimento tra gli stessi impiegati e all’emigrante non è restato che sporgere denuncia ai carabinieri della stazione di Cervinara che hanno avviato le indagini. L’inchiesta è durata diversi mesi e i militari hanno visionato i filmati del circuito di videosorveglianza interno all’Ufficio Postale accertando chi fosse l’impiegato infedele e complice dei truffatori. Alla fine la “talpa” è stata scoperta. L’impiegato è stato prima trasferito ad Avellino ed ora è stato sospeso in attesa che venga completato l’iter giudiziario con conseguente licenziamento. L’impiegato avrebbe passato ai truffatori i numeri di matrice dei buoni che potevano essere clonati. Essendo di Cervinara conosceva molto bene usi ed abitudini degli intestatari dei buoni fruttiferi e, quindi, era anche in grado di indicare coloro che non sono fuori per lavoro. . Un episodio che non deve certamente gettare cattiva luce sui tanti dipendenti che all’Ufficio Postale di Cervinara svolgono con dedizione e serietà il proprio lavoro. Intanto, la banda degli onesti, potrebbe aver agito anche in altri uffici postali e l’inchiesta potrebbe allargarsi.

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