Cervinara. L’amministrazione lavora nell’interesse della comunità lasciando ad altri il compito di ululare alla luna.

Alcuni giorni fa si è tenuto nel nostro paese un importante convegno – lezione sulla legalità con la partecipazione di massimi riferimenti istituzionali della nostra provincia, quali la dott.ssa Tirone, Prefetto di Avellino, il Procuratore Capo della Repubblica di Avellino Dott. Cantelmo ed i vertici provinciali di Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza. Lo scopo dell’iniziativa, svoltasi in occasione della celebrazione della giornata nazionale in ricordo delle vittime della criminalità organizzata ed a distanza di pochi giorni dall’anniversario del rapimento dell’Onorevole Aldo Moro e dell’eccidio della sua scorta, che ha tristemente segnato la storia politica del nostro Paese, è stato quello di sensibilizzare le nuove generazioni sul valore della legalità e su come essa vada praticata e perseguita in ogni momento del vivere quotidiano. La folta partecipazione degli studenti dell’Istituto omnicomprensivo “F. De Sanctis”, oltreché dei loro docenti, cui l’evento era diretto, ha impreziosito l’incontro tanto che gli autorevoli ospiti hanno apprezzato gli interventi e le domande stimolanti degli studenti stessi. A ciò si aggiunga che da decenni Cervinara non registrava la contemporanea presenza di così alti riferimenti, sia della magistratura che delle forze dell’ordine, che è stata un segnale inequivocabile dell’attenzione e della vicinanza, da parte dei vari livelli istituzionali, non solo al nostro paese ma all’intera comunità della Valle Caudina. Eravamo, per questo, convinti di aver fatto una cosa utile per tutti noi e per la comunità che rappresentiamo, anche in considerazione del fatto che iniziative di questo genere si sono svolte in tutta l’Italia. Un manifesto apparso sui muri del paese da un sedicente gruppo denominato attivisti 5 stelle di Cervinara ci ha riportati alla dura realtà: a Cervinara c’è un manipolo di persone che ha interesse a far apparire il nostro come un paese di criminali. E’ evidente che questo fantomatico gruppo, ha tentato di aprire una polemica politica e nel farlo non si è nemmeno preoccupato dell’offesa fatta agli autorevoli ospiti intervenuti, definendo inutile il convegno. Prendiamo atto che un tema come quello della legalità nel nostro paese, grazie alla faziosità di un gruppo di attivisti 5 stelle, diventa terreno di scontro politico. Probabilmente essendo a corto di argomentazioni si è alla ricerca di visibilità per cui si sferra un attacco squallido all’Amministrazione comunale ignorando del tutto il fatto che iniziative come quella posta in essere dal Comune, unitamente all’istituzione scolastica, hanno un valore fondamentale nella costruzione di una cultura di legalità, in particolar modo se rivolte agli studenti. Colpisce, inoltre una contraddizione evidente nel manifesto che a fronte dei problemi elencati vi è un generico impegno ad esserci e a fare per la difesa del territorio. Del resto se il fantomatico gruppo avesse prove di utilizzo privato della cosa pubblica, cementificazione clandestina o quant’altro avrebbe il dovere morale di segnalarle alle Autorità competenti, che in questi casi è la Procura della Repubblica, in quando trattasi di reati, altrimenti, è lecito il dubbio che lo scopo della polemica è quello di dimostrare una esistenza in vita di cui possiamo farne a meno. Il verificarsi di episodi come quelli elencati nel manifesto sono frutto della mancanza di cultura e rispetto tipici di una società che vive una profonda crisi di valori e che richiedono l’impegno di tutti, istituzioni, scuola e famiglia, e non si può avere la pretesa di imputarli a chi si trova temporaneamente, ad amministrare una comunità che, per quanto grande, risente del tempo della globalizzazione. Vogliamo, infine, rassicurare la cittadinanza che l’Amministrazione comunale è stata sempre impegnata a difendere la legalità, facendone un cavallo di battaglia nella sua quotidiana azione di governo del paese e continuerà a lavorare per il bene e nell’interesse della comunità lasciando ad altri il compito di ululare alla luna.

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