Cervinara: le parrocchie si riuniscono nel segno di Cristo morto

E’ un incontro che segna l’inizio di una nuova era, una nuova forma di rapporti positivi tra le due parrocchie. E’ quanto ha assicurato anche monsignor Vito Cioffi,parroco di San Potito e San Marciano a Cervinara. nello spiegare il perché, quest’anno la processione del Cristo Morto, si è svolta in piena collaborazione con la parrocchia di San Gennaro. Una sorta di disgelo che segna i rapporti tra tutti i sacerdoti del centro caudino. Non è sfuggito ai fedeli, infatti, che, sempre di più, i parroci sono presenti in tutte le manifestazioni, confessano insieme e, quest’anno, si sta tenendo un unico corso di Cresima. Così, sulla scia di questa nuova era, la processione del venerdì santo, si è svolta all’insegna della collaborazione. La statua del Cristo morto è partita dalla chiesa di San Potito, con i fedeli, guidati nella preghiera da monsignor Cioffi, mentre l’abate Alfonso Lapati ha accompagnato i fedeli che arrivavano da Ferrari, con la statua della Madonna Addolorata. L’incontro si è svolto nella centralissima piazza Municpio, gremita di gente, che fa capire quanto sia atteso quel momento. . Al di là dei rapporti tra parrocchie e sacerdoti, l’incontro della Madre, con il figlio deposto dalla Croce, è molto intenso e denso di significati. La morte di Cristo sulla croce, infatti, sembra segnare il momento più cupo della storia del Messia, Un momento in cui, la fede di tutti viene messa a dura prova. Gli uomini hanno messo a morte il figlio di Dio, hanno assassinato colui che era venuto sulla terra per liberarli dal peccato originale, avevano reciso il fiore della speranza di chi predicava amore e fratellanza. La madre è distrutta dal dolore. Ha visto il figlio spirare sulla croce tra mille tormenti, quel figlio che ha generato senza peccato, restando vergine. Non si può descrivere il dolore di una mamma che vede morire il figlio. In quell’occasione, la Madonna diventa davvero una madre universale e sarà sempre così .Nel suo grande cuore accoglie le spade della sofferenza di un’intera umanità. Probabilmente, però, Maria è ancora più sofferente, in quanto, sola tra tutti, si rende conto di come gli uomini abbiano condannato a morte chi era venuto in Terra per la loro salvezza. Il venerdì, nonostante tutto, però, non muore la speranza. E, questo Maria lo sa. Sa che il figlio risorgerà, sconfiggerà la morte ed il peccato. Lei lo sa, ma in quel momento, guarda il corpo del figlio che ha generato e non può che struggersi dalla sofferenza. Maria è mamma, anche se è la benedetta tra tutte le donne. Un momento di sconforto che sarà lenito solo quando il sepolcro sarà trovato vuoto.

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