Cervinara. Milot scrive al Sindaco Filuccio Tangredi.

Egregio e caro Sindaco,
ho lasciato trascorrere qualche giorno prima di prendere carta e penna per un doveroso ringraziamento. L’emozione è stata grande, essendo ben consapevole del privilegio e dell’onore ricevuto con il conferimento della cittadinanza del Comune di Cervinara. Ora posso dire con orgoglio: del nostro, del mio Comune! È vero, sono lontani i tempi dei miei timori, delle incertezze e poi delle speranze che mi accompagnarono mentre la cittadinanza mi accoglieva nel suo seno, alimentando la fiducia e il coraggio che poi mi hanno consentito di seguire il mio destino di artista. Ed il destino ha voluto che si creasse un legame forte e indissolubile con la cittadinanza verso cui per sempre avrò gratitudine: senza le meravigliose persone che ho conosciuto, senza la loro intelligenza e cuore, forse la mia vocazione e i miei sogni si sarebbero infranti contro il muro dell’indifferenza e dell’egoismo, come purtroppo accade a tanti giovani meno fortunati. Le scrivo per esprimere il mio ringraziamento e, attraverso di Lei, vorrei comunicare la mia emozione e i miei sentimenti al Popolo che Lei rappresenta, d’ora in avanti anche il mio Popolo. Il mio augurio è che la scultura monumentale “La Chiave di
Cervinara”, simbolo di solidarietà, di attese e di coraggio possa aprire le porte ad un futuro migliore per tutti ; dalla mia Opera, che domina la rotonda Lagno, soprattutto i giovani traggano la convinzione che quando si apre una porta con la chiave della Speranza e della Solidarietà, la Disperazione che ha bussato a quella porta sparisce. Con grande stima. Alfred Milot Mirashi

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