Cervinara. In pensione un altro medico di famiglia, e l’Asl fa finta di nulla. Altri 1500 assistiti allo sbaraglio!

Da qualche giorno un altro medico di famiglia di Cervinara è andato in pensione. Traguardo più che meritato per il professionista, la sua pensione, però, ha acuito una problematica che stiamo evidenziando da tempo, precisamente, dal mese di dicembre, quando sul Burc della regione Campania non è stata pubblicata la zona carente per Cervinara e Rotondi. L’asl di Avellino ha inserito questi due comuni, come San Martino e Roccabascerana nell’ambito del comune capoluogo. Tenendo conto, quindi, dei medici di famiglia presenti su un territorio tanto vasto come Avellino e i comuni limitrofi, il numero è più che sufficiente. Ma, come abbiamo più volte evidenziato, come può fare un cittadino di Rotondi o Cervinara ad avere un medico lontano, quando va bene, almeno un’ora di auto su una delle strade più tortuose di Italia? Una domanda alla quale nessuno vuole dare risposte, con la conseguenza che il diritto alla salute di migliaia di cittadini è stato violato e, in tanti casi, cancellato. Per meglio capire cosa sta succedendo, con l’andata in pensione del medico, ci sono 1500 assistiti che, in larga parte, sono costretti a cambiare medico di famiglia, ma a sceglierne uno che non è di Cervinara. Per acuire un poco i disagi un medico di Pietrastornina ha deciso di venire a fare studio a Cervinara per due volte la settimana, ma questo non è che migliori le cose più di tanto. Una situazione che colpisce sopratutto la fascia più anziana della popolazione. Le persone della terza età, soffrendo di varie patologie, hanno bisogno, assiduamente, di farmaci che vengono prescritti, come è giusto che sia, con ricette. Avere uno studio medico in paese vuole dire, comunque poterlo raggiungere, agevolmente,ora, invece, tanti anziani dovranno affrontare una situazione sempre più difficile, chiedendo aiuto ad amici e familiari. E, non osiamo, neanche immaginare cosa succederà quando si richiederanno visite domiciliari. In buona sostanza, i medici di San Martino e Roccabascerana dovrebbero recarsi a visitare gli ammalati che non si possono muovere di Rotondi e Cervinara. Praticamente, le domiciliari saranno cancellate e ci sarà un forte ricorso alla guardia medica, pure essa, però, allocata a San Martino Valle Caudina. Tutto questo con buona pace del progetto, presentato proprio in questi giorni dalla giunta regionale della Campania, di aumentare i servizi territoriali per ridurre i ricoveri ospedalieri. All’Asl di Avellino basterebbe bandire almeno una zona carente. Attenzione, però, se pure lo facesse in primavera, dovrebbero passare almeno altri tre mesi, per poter avere un nuovo medico a Cervinara e Rotondi. , Insomma, una situazione assurda da ogni punto di vista. Sulla vicenda è intervento il consigliere di minoranza Pellegrino Casale il qualche chiama le forze politiche ed istituzionali ad una forte mobilitazione. Sua intenzione è organizzare un convegno e chiedere la convocazione di un consiglio comunale sull’argomento. Infine, Casale chiede ai politici di tutti gli schieramenti, impegnati in questi giorni nella campagna elettorale, di intervenire sull’argomento. Le passerelle non servono, servono i fatti dice Casale.

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