Cervinara. Procura della Repubblica e Corte dei Conti facciano luce sulle migliaia di ettari di terreni montani comunali diventati “privati”.

A Cervinara le associazioni hanno pronto un esposto alla Procura della Repubblica di Avellino e alla Corte dei Conti per la vicenda delle migliaia di ettari di terreno montano che sarebbero stati sottratti al comune da privati cittadini. Una brutta storia che ora potrebbe trovare un epilogo inatteso visto che chi dovrebbe controllare, a cominciare dalla Polizia Municipale essendo proprietà comunali non fa nulla. La nostra montagna sistematicamente viene deturpata e nessuno fa nulla. Da mesi si chiede di voler avviare un censimento dei terreni montani di proprietà del comune, ma il tutto si rimanda di settimana in settimana. Non si vogliono portare alla luce i “furti” che sono stati fatti in tutti questi anni. In alcune zone i privati continuano ad allargare i confini, a tagliare piante secolari di faggio e di castagno, a costruire strade ma nessuno se ne infischia. A cominciare dall’Ente Parco che si sta rivelando di una inutilità unica. In tutti questi anni, cosa ha fatto questo ente Parco per salvaguardare le montagne del Partenio?. Convegni e chiacchiere. Fa male sentire le persone che dicono che chi non rispetta la legge va sempre avanti, perché chi deve controllare vuole arrivare a fine mese a riscuotere lo stipendio senza avere problemi. E cosi si fa lo scaribarile delle responsabilità e alla fine si continuano a tagliare piante nella proprietà comunale, si allargano i confini, si costruiscono strade, si devia il corso dei torrenti montani, si chiudono valloni, si getta cemento. Signori sulle montagne di Cervinara tutto è permesso, tanto nessuno controlla. Importante è arrivare a fine mese per riscuotere lo stipendio. Cantone parla tanto di furbetti e fannulloni, ma chi si presenta al posto di lavoro e non fa nulla ma riscalda solo le sedie, merita di restare in quel posto? Ed allora per cercare di preservare il territorio montano di Cervinara e per vedere restituite le migliaia di ettari di terreno montano sottratto al Comune l’unica via d’uscita non resta che la presa di posizione delle associazioni ambientaliste che chiederanno l’intervento della Procura della Repubblica e segnaleranno la vicenda alla Corte dei Conti per accertare eventuali danni erariali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*