Cervinara-Rotondi-Montesarchio: perqusizioni dei carabinieri alla ricerca di armi e droga.

Erano alla ricerca di armi, droga ed altri elementi utili ad alcune indagini in corso. Brusco risveglio per diversi pregiudicati di Cervinara, Rotondi e Montesarchio. Dalle prime ore dell’alba, i carabinieri della compagnia di Avellino, di Montesarchio e della stazione di Cervinara, si sono messi all’opera in diverse perquisizioni domiciliari. Si tratta della seconda operazione, a largo raggio, che viene effettuata dai carabinieri, nella stessa zone, nel giro di questa settimana. Qualche giorno fa, in azione, tra Cervinara e Rotondi, anche le unità cinofile. In quella occasione, due noti pregiudicati erano stati deferiti in stato di liberà per possesso ai fini dello spaccio di sostanza stupefacenti ed erano stati sequestrati oltre venti grammi tra hashish e marijuana. Anche questa volta, sono stati rinvenuti piccoli quantitativi di droga, mentre gli altri elementi raccolti sono al vaglio degli investigatori. Non deve sfuggire un fatto importante dell’operazione odierna. I carabinieri di due comandi provinciali hanno agito in modo coordinato. Dividere comuni limitrofi, come possono essere Cervinara e Montesarchio, in diverse competenze, è quanto di più sbagliato si possa fare. L’osmosi tra queste realtà è continua, sia per fatti positivi che, purtroppo, per vicende negative, come può essere lo spaccio di sostanze stupefacenti. Altra cosa che deve far riflettere è la circostanza che i carabinieri hanno agito all’alba di un sabato mattina. Un’azione coordinata per frenare il cosiddetto sballo del sabato sera. Cervinara e Montesarchio, infatti, si contendono, in modo positivo, il primato della movida del fine settimana. E, dove ci sono i giovani che hanno voglia di divertirsi, c’è anche l’offerta per dare al divertimento, per cosi dire, maggiore euforia. Contrastare lo spaccio, però, sta diventando sempre più complicato. I pusher hanno capito che, per evitare l’arresto, devono trattare poche dosi di droga alla volta. Così, se scoperti, rischiano solo una denuncia a piede libero o un deferimento amministrativo alla prefettura quali assuntori abituali di sostanze stupefacenti. Tutto ciò, però, non toglie nulla alla pericolosità dello spaccio, anzi, sembra stia facendo aumentare la rete degli pusher. Chi vende la roba, spesso lo fa per pagarsi il suo consumo personale. Ci si rifornisce, nella maggior parte dei casi, nelle piazze di spaccio napoletane, dove si può trovare di tutto. Ma non è escluso, per quanto riguarda la marijuana che ci possano essere delle fiorenti piantagioni proprio in zona. Del resto, le montagne del Partenio e gli anfratti del Taburno, sono ideali per occultare questo tipo di coltivazioni. L’ operazione dei carabinieri, ancora una volta, cerca di dare un segnale di attenzione, rispetto ad un problematica che altri, a cominciare dalle famiglie, fanno finta di non vedere, Ma le azioni delle forze dell’ordine non possono restare isolate dal contesto sociale in cui si svolgono. Questo sarebbe l’errore più grande.

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