Cervinara. Siate più statisti e meno politici! Successive generazioni o prossime elezioni? Comunicato delle opposizioni.

Rinviato per mancanza del numero legale (assente l’intera maggioranza!) il Consiglio Comunale che prevedeva tra i punti da discutere, l’approvazione di un progetto per l’esternalizzazione in partenariato pubblico privato della gestione del cimitero comunale, di legge nella nota dei Consiglieri Comunali Casale Pellegrino, Iuliano vincenzo, Spiotta veronica e Massimo Marra. Ma quali sono le reali motivazioni che hanno indotto la maggioranza a disertare il Consiglio Comunale? Contrasti nella maggioranza dovuti forse al suddetto punto da approvare in Consiglio? Se questo è il vero motivo, bene ha fatto chi della maggioranza ha finalmente preso le distanze da questo modo di gestire la cosa pubblica.
E’ oramai divenuta prassi consolidata convocare Consigli Comunali straordinari, così come è diventata abitudine quella di inserire all’ultima ora ordini aggiuntivi su argomenti di non poca rilevanza, per non parlare poi dell’oggettiva difficoltà temporale e materiale dell’opposizione a poter visionare le proposte di delibera prima di ogni consiglio comunale. E’ ora di dire basta ad uno stato delle cose che si trascina oramai da tempo (segnalato più volte e inutilmente a chi di dovere!) e che non consente un confronto aperto, democratico e soprattutto alla pari sulle varie questioni proposte.
Non è la prima volta che ci troviamo di fronte ad una situazione in cui il Sindaco e la sua giunta decidono di affidare a ditte private concessioni per la gestione di pubblici servizi, concessioni con durate piuttosto lunghe, inserite in fretta e furia in ordini aggiuntivi..… E’ già successo con la questione della pubblica illuminazione laddove si è affidato un servizio in concessione per ben 20 anni (e il tutto con i soldi dei cittadini, quando invece si potevano sfruttare fondi regionali che avrebbero potuto finanziare il progetto al 100% e a fondo perduto!). E lo stesso si vuole fare con la gestione del cimitero, ma questa volta l’asticella si alza ancora … ben 30 anni di concessione.
Questa maggioranza sta assumendosi da sola tutta la responsabilità di queste iniziative “nel bene e nel male” , senza avere rispetto del giudizio dell’opinione pubblica!
Seppur dalle proposte si percepisce almeno apparentemente che nel breve periodo questi progetti potrebbero portare vantaggi alla comunità e dare soluzione ad alcune problematiche mai risolte, ci chiediamo: questa maggioranza si è preoccupata di inserire in questi contratti di affidamento idonee garanzie atte a prevenire, nel lungo periodo, tutto quanto potrebbe tradursi in maggiori oneri a carico dei cittadini? Si ha il dubbio e la convinzione che concessioni così lunghe sono assimilabili a situazioni di monopolio, che produrranno inevitabilmente effetti negativi sui servizi e sui costi offerti?
Resta comunque il problema dell’abuso della democrazia, decidendo oggi anche per chi dovrà amministrare domani la cosa pubblica, sottraendo la possibilità di trovare strumenti e soluzioni eventualmente più vantaggiose per la comunità, qualora queste si dovessero presentare!
Allora sorgono ulteriori interrogativi: quale è l’opportunità che vuole cogliere questa maggioranza, oramai quasi a fine mandato, affidando concessioni così lunghe? Quale strategia si cela dietro queste lunghe concessioni?
Noi alcune considerazioni le abbiamo fatte e per questo chiediamo a voce alta che si faccia chiarezza su quanto sta accadendo coinvolgendo associazioni e cittadini, visto l’impegno contrattuale che oggi il Comune va a sottoscrivere, anche per conto delle future generazioni.
La maggioranza sarà libera di proseguire sul sentiero intrapreso, ma ci riserviamo la facoltà di rivolgerci ad organi superiori e di controllo (Prefettura, Anac ecc…) per segnalare e chiedere verifiche in merito alla correttezza delle procedure e degli atteggiamenti che da tempo oramai caratterizzano il modus operandi del Sindaco e della sua Giunta, in merito ad appalti, affidamenti, concessioni, anche di anni pregressi e non da ultimo le modalità con cui vengono convocati i consigli comunali che non consentono alle minoranze un adeguato approfondimento sui temi proposti.

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