Cervinara tra Bellezze Naturali e Storiche di Mons. Pasquale Maria Mainolfi

Omero affermava: «Nulla è tanto dolce quanto la propria patria». Nicola di Bari negli anni settanta cantava: «Resti sempre e solo tu. Paese dove si nasce. Sei come il primo amore. Non ti si può scordare». Sono profondamente convinto di questa verità: chi non onora la propria terra non onora se stesso. L’accento del paese natale, la gente, le montagne, le campagne, i boschi, le piante, le chiese, le feste, le piazze, le vie, le scuole, le tradizioni, i ricordi dolci e quelli amari, le atmosfere, si imprimono indelebilmente nell’anima e col passare degli anni generano una malinconica e struggente nostalgia. Un uomo vero è orgoglioso del paese natio. Recidere le radici, dimenticare il luogo da cui proveniamo è come cancellare il nostro passato che ci ha resi quelli che ora siamo. Cervinara, il mio paese, nella fertile Valle Caudina, è ricco di bellezze naturali, di storia e di fede. Il suo territorio si estende a ridosso del Partenio, sulla cui cima si erge il rinomato santuario mariano di Montevergine. Il paese si sviluppa attraverso una serie di nuclei urbani divisi in frazioni: a monte si trovano Pirozza, Curielli, Ferrari, Ioffredo e Castello, mentre verso l’area sub-pianeggiante vi sono Salomoni, San Marciano, Scalamoni, Trescine, Pantanari e Valle. Questi agglomerati col tempo si sono gradualmente saldati tra loro. Il centro geografico è in piazza Trescine dove ha sede la Casa municipale. Lo scalo ferroviario collega Cervinara con Napoli e Benevento. Il toponimo forse deriva dal latino “cervinaria”, cioè “luogo dei cervi” o da “Cereris ara” per l’antica presenza di un tempio dedicato a Cerere, dea tutelare del raccolto e delle messi. Nel “Chronicon vulturanense”, scritto intorno al 1130 dal monaco Giovanni, si menziona l’esistenza di un “Castrum quod dicitur Cerbinaria in Caudetanis”. Con la formazione del ducato longobardo di Benevento (VIII – IX secolo) avviene un progressivo incremento demografico di tutta l’area caudina. In questa bella cittadina sono nati Ramiro Girardi (1657-1746) Abate di Montevergine; Giovanni Ghirardi (1658-1745) Vescovo di Montemarano e autore di numerose pubblicazioni; Pasquale de Nicolais (1776-1835) teologo e filosofo eletto Vescovo di Nusco; Massimiliano Ragucci (1776-1837) Vescovo di Volturara; Michele Buonanni (1729-1797) medico e scrittore; Salvatore Cioffi (1897-1966) capo del Buddhismo mondiale col nome di Lokanātha Thera e tanti altri personaggi del mondo artistico e politico. Nel patrimonio artistico del paese spiccano: il castello medioevale del XII secolo, alle falde del monte Pizzone; il palazzo Caracciolo-Del Balzo, palazzo marchesale oggi di proprietà delle contesse Del Balzo di Presenzano, nella frazione Ferrari; la Fontana pubblica a forma di coppa del XVIII secolo in piazza Regina Elena; l’Abbazia di San Gennaro dell’XI secolo, anche se la fabbrica che oggi si vede è chiaramente settecentesca, con la statua marmorea del patrono del paese, San Gennaro, realizzata nel 1718 e benedetta dal cardinale Vincenzo Maria Orsini nel 1722; la chiesa di Santa Maria della Valle del XIV secolo; la chiesa del Carmelo di impronta settecentesca; la chiesa di San Potito del XIII secolo, ricostruita dopo il sisma del 1930, grazie all’intervento di Papa Pio IX; la chiesa di San Marciano costituita da un antico corpo di fabbrica cui si è aggiunta nel XVI secolo una cappella dedicata a San Carlo Borromeo; la chiesa di San Nicola di Bari del XIV secolo e restaurata dopo l’alluvione del 1999; la chiesa di San Rocco del XVIII secolo, restaurata nel 1911; la chiesa dei Santi Medici Cosma e Damiano del XVI secolo, con la statua policroma della Madonna del Bagno; la chiesa di Sant’Adiutore, tra le più antiche del paese, che affonda le sue origini nell’XI secolo anche se l’impianto attuale risale al XVII secolo, consacrata nel 1694 dal cardinale Orsini; la chiesa monumentale della Divina Misericordia inaugurata nel 2008. Tanti i palazzi signorili, come il palazzo Marchese in via Napoli, il palazzo Finelli e il palazzo Bizzarro in via Pirozza con annessa Cappella di San Sebastiano. Nella centrale e bella villa comunale domina il Monumento ai caduti, dedicato ai cento caduti della prima guerra mondiale, realizzato con il contributo dei cervinaresi emigrati negli Stati Uniti d’America, inaugurato il 17 agosto 1930, opera dell’artista cervinarese Onorio Ruotolo. Per gli amanti delle escursioni e passeggiate nello splendore della natura, attraverso aree boschive e paesaggi mozzafiato, si giunge al Piano di Lauro con la sorgente Acquafredda, dove si può godere l’ampio panorama sulla piana campana con sullo sfondo il Vesuvio. Feste e folclore seguono il ritmo incessante di eventi naturali, religiosi, artistici, musicali e sportivi: il bacio del Bambino con l’arrivo dei Re Magi in piazza Trescine il 6 gennaio, il Carnevale con carri allegorici e balli tradizionali, la Via Crucis vivente nel tempo pasquale, a pasquetta la salita all’eremo di San Biagio, nella stagione estiva il lungo programma di eventi “Ciao Estate” con gare atletiche e concerti di musica e, ancora, “Cervinararte”, una rassegna che promuove la creatività artistica di giovani e adulti, e infine attività sportive, sagra della castagna, feste parrocchiali ed eventi teatrali nelle diverse frazioni della vivace Città di Cervinara. Un paese da visitare. Un paese da conoscere. Un paese da amare e che si fa amare.

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