Cervinara. Tutti abbiamo diritto al lavoro, non uno solo. Perchè tanto interesse?

“Gentile redazione, sono Gennaro Marro, ho cinquantadue anni, due figli e una invalidità civile. Non ho un lavoro stabile ma mi arrangio lavorando la terra tutti i giorni e facendo servizi per chi mi chiama. Nella mia vita non ho mai avuto la fortuna di lavorare per un Comune o qualsiasi ente pubblico. Mi arrangio. Mia moglie va nelle fragole quando è tempo e io ogni santa mattina mi alzo per portare a casa il pane per i miei figli e cerco di non far mancare nulla a loro. Eppure di me non vi occupate mai. A Cervinara vi occupate sempre e solo di un disoccupato. Certo, mi dispiace che sta facendo lo sciopero per la fame: per carità! Spero che tutto si risolva. Ma perché il Comune dovrebbe far lavorare solo lui? Perché è invalido? Anche io lo sono e non sono l’unico a Cervinara. Perché fino ad oggi lui ha potuto lavorare nel verde del Comune e io mai? Perché non mi hanno mai chiamato? Voglio sottolineare, poi, che nemmeno mia moglie ha avuto mai la “fortuna” di lavorare per le cooperative.
Come mai tutto questo interesse? E gli altri disoccupati di Cervinara? Non sono figli di nessuno? Io non sono mai stato intervistato, forse perché abbasso la testa nella terra e lavoro. Poi la cosa che mi da più fastidio è la politica: come mai i consiglieri di minoranza non intervengono pure per aiutare me e gli altri disoccupati di Cervinara? Ma è mai possibile che devono esistere preferenze anche per chi ha problemi? Io non posso fare lo sciopero della fame: se la mattina non mi alzo e non porto a casa 20 o 30 euro i miei figli non mangiano. Grazie per l’attenzione”.

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