Cervinara. Una messinscena ordita verosimilmente per invalidare l’esito delle consultazioni elettorali.

Quanto accaduto a Cervinara nelle giornate dal 02 giugno 2015 all’indomani delle elezioni comunali potrebbe diventare la trama di un film. Rinvenimento di schede elettorali vidimate e non utilizzate, indagini, perquisizioni, interrogatori di decine di persone tra segretari, scrutatori, impiegati comunali. Ed alla fine delle centinaia di pagine di indagini la constatazione che ( si riporta testualmente dai verbali in nostro possesso): “Emergono pertanto fondati elementi per ritenere che la dinamica dei fatti oggetto della originaria denuncia non sia veritiera e sia stata quindi ordita una messinscena, verosimilmente al fine di conseguire l’effetto di invalidare l’esito delle consultazioni elettorali, in cui peraltro il candidato avversario risulta aver vinto con un margine schiacciante di oltre duemila voti, che vanno ben oltre le 233 schede autenticate e non utilizzate dalla settima sezione. Sono le conclusioni a cui giunge il procedimento penale avviato dalla Procura della Repubblica di Avellino nella persona del sostituto procuratore Antonella Salvatore e che ha portato alla richiesta di archiviazione nei confronti di Taddeo Francesco e alla richiesta di rinvio a giudizio di Clemente PASQUALE, Passariello Benito e Crisci Antonio per i reati di ricettazione e calunnia. Dalla sezione n.7 come risulta dalle dichiarazioni del segretario, e degli scrutatori le schede utilizzate e non utilizzate sono state portate al Comune in due plichi sigillati. I plichi sono arrivati al comune sigillati e messi in una stanza costantemente sorvegliata. Resta il mistero che all’apertura dei plichi in tribunale non si trovano 233 schede della sezione n.7. 14 le ha consegnate Clemente Pasquale alla Digos e le altre?

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