Chiesa:nel 2017 199 cause al Tribunale ecclesiastico campano

Sono state 199 le cause presentate davanti al Tribunale ecclesiastico regionale della Campania nel 2017 rispetto alle 205 dell’anno precedente. I motivi di nullità del matrimonio maggiormente riscontrati sono stati: esclusione dell’indissolubilità del matrimonio (169 cause di cui 150 affermative e 19 negative); esclusione della prole (99 cause di cui 86 affermative e 13 negative); incapacità ad assumere gli obblighi essenziali del matrimonio (27 cause di cui 15 affermative e 12 negative). Sono quasi i dati illustrati nella relazione da monsignor Erasmo Napolitano, presidente del Tribunale ecclesiastico campano, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2018. Sul fronte dei processi ordinari, sono stati 214 quelli definiti, 21 in meno rispetto al 2016. Tra questi 186 hanno avuto risposta affermativa e 17 una risposta negativa; per 11 cause è stata chiesta l’archiviazione. La maggior parte delle cause provengono dall’Arcidiocesi di Napoli (102); a seguire la Diocesi di Nola (22); la Diocesi di Aversa (19); la Diocesi di Caserta (14); l’Arcidiocesi di Sorrento Castellammare (13); l’Arcidiocesi di Capua (10); la Diocesi di Pozzuoli (8); la Diocesi di Acerra (5); la Diocesi di Ischia (4); la Prelatura di Pompei (2). I processi in forma breve sono stati 24, di cui 19 con sentenza affermativa e 5rinviati al processo ordinario. I processi brevi pendenti sono 8, mentre il numero di cause pendenti in primo grado è 329. Per quanto riguarda il Tribunale di Appello, non vi sono cause pendenti, se non quelle rinviate all’esame ordinario, prima della riforma e che sono ancora in corso, e sono 75. Durante il 2017 sono pervenute 26 pratiche di secondo grado: le decisioni di secondo grado sono state 25 di cui 8 in favore del vincolo, 17 a favore della nullità. Dieci, invece, i decreti confermativi di secondo grado a seguito di appello. Commentando le richieste di annullamento del matrimonio, monsignor Napolitano ha evidenziato: “Va tristemente rilevato che, nonostante la partecipazione ai corsi di preparazione al matrimonio, molte persone si accostano con una ambigua concezione dello stesso”. Dal suo punto di vista, così come ai sacerdoti “viene richiesta una formazione di diversi anni”, si potrebbe “ipotizzare una preparazione spalmata nel tempo anche per il matrimonio? Vale a dire remota, prossima e immediata”. “Ci troviamo ancora in una fase di passaggio di tutta quella che è la nuova politica giudiziaria ecclesiastica voluta da Papa Francesco – ha affermato il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli – Si sta chiarendo sempre di più questo modo di procedere che vuole essere di un avvicinamento pastorale, soprattutto per quanto riguarda la questione dei matrimoni. Pur con qualche difficoltà di interpretazione, oggi pare che sia tutto abbastanza chiaro”. Monsignor Napolitano ha infine fatto sapere che “la riduzione delle pendenze perché non essendoci cause nuove abbiamo lavorato maggiormente su quello pendente e abbiamo ridotto del 35-36% quelle pendenti”.

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