Chiusura pronto Soccorso di Sant’Agata, tutti contro De Luca e Pizzuti.

Tutti contro Pizzuti e De Luca. La chiusura “ sperimentale” del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Alfonso Maria Dei Liguori di Sant’Agata dei Goti, così definita dal direttore generale dell’azienda San Pio di Benevento, ha provocato una levata di scudi unanime. Prima di intervenire il sindaco Carmine Valentino che è anche segretario provinciale del partito democratico, ha atteso l’atto ufficiale, arrivato proprio con una nota di Pizzuti. Il primo cittadino ha immediatamente scritto a De Luca, quale commissario straordinario della sanità in Campania, ricordando che l’ospedale di Sant’Agata deve diventare polo oncologico e il pronto soccorso deve restare aperto 24 ore su 24. Questi, ha voluto ricordare Valentino, sono atti pubblici ed un direttore generale di un’azienda pubblica ad essi si deve attenere. Ma, non solo Valentino, si è ribellato a questa decisione che, poi tra le altre cose, arriva da un governo regionale che dovrebbe essere amico. Sulla vicenda ha preso posizione anche il consigliere regionale Erasmo Mortaruolo che ha chiesto al presidente De Luca di venire a Sant’Agata per spiegare pubblicamente questo atto. Ed anche quello che viene considerato il leader del partito nel Sannio, l’ex sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, ha chiesto sia a Pizzuti e De Luca, di cessare immediatamente la sperimentazione. Ieri, appena la notizia, si era diffusa davanti all’ospedale c’è stato un sit in di protesta da parte di cittadini preoccupati. Una preoccupazione che è stata raccolta anche dal vescovo della diocesi di Telese, Cerreto Sannita e Sant’Agata dei Goti, monsignor Domenico Battaglia. Il presule ha sottolineato che il diritto alla salute non può essere asservito alla logica del profitto, sopratutto in un territorio interno e mal collegato. “ Non ci sono budget che tengano, ha sottolineato don Mimmo, quando si parla del bene delle persone, specie quando è in gioco un diritto inalienabile, come quello della salute. Lo esige la giustizia ed il bene comune, a cui tutti gli uomini sono chiamati a rispondere. Chiediamo allora a tutti, ha concluso il vescovo, uno sforzo di unità per trovare soluzioni concrete, che salvaguardino le nostre comunità”.

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