Ciampi: “Rinunciamo al Ferragosto per non alimentare ulteriori tensioni e divisioni in città”.

Vincenzo Ciampi è costretto ad alzare bandiera bianca. Non ci sarà alcun concerto di Clementino per il Ferragosto avellinese, oramai è ufficiale. Lo ha reso noto lo stesso primo cittadino con una nota nella quale specifica che l’amministrazione ha deciso di fermarsi nell’organizzazione dell’evento perchè anche l’organizzazione di una semplice festa non può diventare motivo di astio e di polemiche. La vicenda è abbastanza complicata ma si è conclusa nel peggiore dei mori perchè il ferragosto avellinese è, da sempre una tradizione per la città. Come se non bastasse, proprio questa mattina il prefetto Maria Tirone ha nominato un commissario prefettizio per l’approvazione del bilancio 2017 che non era stato licenziato dal consiglio comunale precedente, in quanto bocciato dai revisori dei conti. Il documento contabile sarà elaborato dal dottore Gianluca Forgione ed il prefetto ha anche dato un limite temporale. Il bilancio dovrà essere approvato dal consiglio comunale entro un mese da oggi. Se ciò non dovesse avvenire, come stabilisce la legge, il consiglio sarà sciolto. Questo vorrebbe dire per la città di Avellino un lungo commissariamento, probabilmente, sino al giugno del prossimo anno quando ci dovrebbe essere l’election day in concomitanza anche delle elezioni europee. Bisogna ricorda che il sindaco Ciampi non ha maggioranza in consiglio, lo sostengono solo cinque consiglieri. In prima istanza, il primo cittadino aveva chiesto alla maggioranza di centro sinistra che conta 18 esponenti di votare loro il bilancio, lasciato in eredità dalla passata amministrazione. Ma, a questo punto, il muro contro muro deve terminare C’è da dire, però, che il pubblico ludibrio a cui sono stati esposti alcuni consiglieri della minoranza non gioca a favore di Ciampi. C’è una differenza sostanziale rispetto al governo nazionale dove cinque stelle e lega possono contare sulla maggioranza parlamentare. In consiglio comunale ad Avellino il sindaco pentastellato non ha la maggioranza e se vuole dialogare deve, per forze di cose, trovare, un accordo con le altre forze.

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