Cipriano: sottoscrivere un Patto per Avellino.

Un appello ad andare oltre i nomi, gli schieramenti, le strategie, i partiti, gli interessi di parte.
Un invito a rimettere al centro solo ed esclusivamente Avellino, una città ferita, lacerata, degradata, in assoluta e costante emergenza. Mi rivolgo a tutte le forze di matrice politica e civica che sono in campo per le elezioni amministrative e che non hanno condiviso la responsabilità morale e politica del degrado, della perdita di identità e dell’abbandono della città di Avellino: sottoscriviamo un accordo di rinascita, un Patto per Avellino, declinato in primis su 5 punti cruciali per il futuro della città.
Poche ma significative scelte strategiche, in grado di imprimere veramente una svolta concreta.
Mettiamo da parte gli interessi di schieramento. Avellino vive una situazione emergenziale, di assoluta difficoltà, di eccezionale disagio. Servono quindi scelte altrettanto eccezionali. Serve un passo indietro, per farne subito uno, ben più lungo, in avanti. Incontriamoci sulla concretezza, sulle cose da fare, sulle soluzioni ai problemi. Il programma sia l’unico collante di uomini e politica.
Fermate la ricerca spasmodica di sindaci last minute, nomi utili più ai rituali di partito che al futuro della città. Avellino non ha bisogno di nuove guerre, di nuove divisioni, di nuove lacerazioni.
Avellino non ha bisogno di nuovi padroni, di vivere ancora una volta l’incubo di una Amministrazione governata dalle stesse persone che negli ultimi 5 anni hanno distrutto la città. Sono gli stessi, riveduti e corretti, con una faccia pulita in prima linea, ma pur sempre gli stessi. Serve invece unità e buona volontà. Buon senso e concretezza. Pensiero e azione. Serve un metodo nuovo, un metodo che ancora non abbiamo sentito enunciare da nessuno. E’ per questo che mi rivolgo a tutte le forze in campo affinché oggi, a pochi giorni dalla scadenza per la presentazione delle liste ed in uno scenario dominato da logiche di mera e arrogante conservazione del potere, ci si assuma tutti la responsabilità di cambiare registro, di mettere le cose da fare al centro dell’agenda politica, di far prevalere la città su ogni altro interesse. E’ l’ultima fermata di un treno che non possiamo consentirci di perdere. Lo dico da giovane quarantenne, da cittadino appassionato, da avellinese umiliato e deluso, da chi non accetta imposizioni e diktat ma guarda con libertà al futuro che dobbiamo costruire.

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