Città Caudina: bisogna decidere se andare avanti o sciogliere l’Unione. Cosi è un contenitore vuoto!

Se il contenitore non viene riempito di contenuti, resta solo un involucro vuoto ed inutile. Il 2017 deve iniziare con una seria riflessione della classe politica locale sul futuro della Unione dei comuni della Città Caudina dei servizi. Una unione di comuni che comprende dieci paesi, nata nell’ottobre del 2014, ma che oggi è in crisi più che mai. Diciamo questo con rammarico, in quanto avevamo salutato il varo della Città Caudina come una una grande speranza per questa terra, la sola degli ultimi trenta anni. Eppure, sino ad oggi, quando sono passati due anni e quattro mesi dalla sua nascita, neanche un servizio è stato messo in comune. E, ricordiamo che le unioni dei comuni sono state previste dal legislatore proprio per questo motivo. Mettere in comune i servizi per migliorare la loro fruizione da parte dei cittadini ed abbattere i costi. Il primo che doveva nascere era quello della polizia municipale, ma, di fatto, è stato disatteso, è tutt’ora lettera morta. Tanto che due comuni hanno associato le loro forze, ossia, San Martino Valle Caudina ed Airola. Altro banco di prova poteva essere la centrale unica di committenza, ma anche in questo caso, i dieci comuni dell’Unione hanno solo discusso e poi si sono rivolti, in ordine sparso, ad altri organismi. La Città Caudina, per una serie di motivi, continua a rappresentare qualcosa di realizzabile, non certo un’utopia. Ma bisognerebbe vincere i piccoli egoismi di tutti quelli che restano attaccati ai campanili ed ai loro sempre più piccoli poteri. Comunque, se dovesse continuare questo andazzo, meglio sciogliere l’Unione, continuare a tenerla in vita non ha alcuna senso. Anche noi della stampa, siamo stufi di continuare a seguire riunioni o dibattiti che non portano, praticamente, a nulla. Di aria fritta siamo tutti stufi, alla prossima riunione di giunta, il presidente protempore Michele Napoletano, chieda chiaramente ai colleghi sindaci cosa intendono fare. E se la risposta dovesse essere negativa, sciolga l’unione, ma se dovesse essere positiva si passi, immediatamente ai fatti.

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