Città Caudina. La sfida di Pisano: ottenere la tutela dell’Unesco per Caudium

E’ come la tele di Penelope: il lavoro diurno viene vanificato di notte. Pasquale Pisano, presidente pro tempore dell’unione dei comuni della città caudina dei servizi, si sforza e qualche risultato è pur riuscito ad ottenerlo. Ad esempio, al servizio associato di polizia municipale che, dopo la partenza tra San Martino ed Airola, hanno aderito di tutti e dieci i comuni. Ma Pisano ha dovuto effettuare una forzatura, patendo solo come servizio associato con Airola. Senza quella spinta le cose resterebbero identiche. Ora si sta impegnando, in una sfida importantissima, quella di cercare di ottenere la tutela dell’Unesco per Caudium e tenta di far decollare i tanti altri progetti. Ma l’Unione dei comuni della Città Caudina di servizi era nata con ben altri obiettivi e non si dovrebbe basare solo sugli sforzi di un singolo. . Proprio in questi giorni, precisamente, il quattro ottobre scorso,è caduto il quarto anniversario della nascita dell’Unione. Un territorio, da sempre diviso in mille campanili, cercava di mettersi insieme, ragionando come una sola comunità. Questi erano i presupposti della nascita dell’Unione che andava incontro anche a quello che l’Europa vuole per concedere i finanziamenti. Bruxelles, infatti, è propensa a dare priorità e via libera a quei progetti che ricadano in un’area vasta,in grado di essere benefici per il numero maggiore di persone. Non solo, con circa 70 abitanti, l’ Unione avrebbe potuto competere con i due capoluoghi di provincia Avellino e Benevento. Purtroppo, però, mentre sta per scadere anche il mandato di Pisano queste opportunità non si sono volute cogliere. Una volta si diceva che la Valle restava divisa per volontà dei politici di Avellino e Benevento che cercavano di tutelare il loro bacino elettorale. Ora, invece, si può affermare che la Valle resta divisa a causa di una miopia diffusa di tutta la classe dirigente, non solo politica. La spinta propulsiva a mettersi insieme dovrebbe partire dal basso, ma il popolo è rimasto sempre lontano da questa unione. Probabilmente, per rimediare a tutto il tempo perso, sarebbe necessario una sorta di rivoluzione culturale che sappia spiegare il perchè mettersi insieme.

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