Clan De Micco: chiesta la condanna all’ergastolo per l’omicidio di Salvatore Solla

All’udienza di oggi, tenutasi innanzi al G.u.p. presso il Tribunale di Napoli dott. ssa Attena, la Procura Distrettuale Antimafia è tornata all’attacco: pena dell’ergastolo per il boss De Micco Luigi, De Martino Antonio, Esposito Alessio e Principe Davide per l’omicidio di Solla Salvatore. Diversa sorte per l’imputato Pizzo Nicola, per il quale è stata formulata richiesta di assoluzione dal delitto di omicidio per mancanza della prova che lo avesse commesso. Mancavano pochi giorni a Natale dell’anno 2016 quando Salvatore Solla venne ucciso con 14 colpi d’arma da fuoco. Secondo l’accusa gli imputati, comunicando tra di loro con messaggi telefonici, erano al corrente di ogni passo del Solla, fino a rintracciarlo nei pressi di una sala scommesse dove trovò la morte. A pianificare la morte e a dirigere l’azione omicidiaria, secondo la Direzione Distrettuale Antomanfia, fu De Micco Luigi, informato da un “filatore” che lo notiziava sugli spostamenti della vittima da colpire. Il Pubblico Ministero ha altresì formulato le richieste di condanna nei confronti di coloro che rispondono anche associazione camorristica, estorsioni, armi e ricettazione, chiedendo di infliggere anni 15 a Cocozza Moreno, Napolitano Giuseppe e Scala Roberto; anni 12 a Borriello Giuseppe; anni 10 ad Autore Antonio, Carbone Lino, De Bernardo Francesco, De Martino Giuseppe, Gentile Michele, Limatola Domenico, Ottaiano Giovanni, Pane Roberto, Pizzo Nicola, Riccardi Fabio, Scala Vincenzo e Sorrentino Gennaro ed infine anni 5 al collaboratore di giustizia Capasso Rocco. Degno di nota è un importante risultato ottenuto dalla difesa nel corso dell’udienza.
La richiesta della D.D.A. di acquisire i verbali di interrogatorio resi dal neo pentito Nunzio Daniele Montanino è stata rigettata dal Giudice Attena.
Su tale tema, decisive si sono rivelate le argomentazioni scritte redatte dall’avvocato Dario Vannetiello e sostenute oralmente in aula dall’avvocato Giusida Sanseverino nell’interesse di De Micco Luigi, ritenuto mandante dell’omicidio. La acquisizione di tale ulteriore prova a carico avrebbe definitivamente incastrato gli imputati, seppur, nonostante la mancata acquisizione agli atti delle dichiarazioni accusatorie del pentito Montanino, il quadro a carico rimane pur sempre consistente grazie a significative ed eloquenti messaggi tra i correi, intercettati dagli inquirenti durante le sofisticate indagini. Le prossime udienze calendarizzate sono quelle del 19, 24 ottobre, 7 e 22 novembre, tutte destinate alle arringhe dei numerosi difensori degli imputati, coinvolti nelle plurime gravi contestazioni del processo alla cosca dei De Micco.

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