CMR di Sant’Agata dei Goti, ancora un nulla di fatto per la situazione lavorativa.

In seguito all’incontro interlocutorio con il giudice delegato al concordato preventivo del Cmr di Sant’Agata de’ Goti, siamo costretti a registrare, ad oggi, ancora un nulla di fatto per quel che riguarda la situazione lavorativa di tutto il personale in forza presso il Centro. Tuttora, purtroppo, non abbiamo contezza di ciò che è vergato all’interno della proposta di concordato consegnato agli uffici del Tribunale di Benevento lo scorso 23 marzo. Lo stesso giudice ha informato che il prossimo 19 aprile, i delegati prenderanno visione della proposta e valuteranno la bontà del concordato redatto dalla dirigenza del Cmr. Dalle prime ufficiose notizie abbiamo appreso che il management ha intenzione di voler dare il via ai licenziamenti collettivi. Comunque, non è dato ancora sapere quanti siano i licenziamenti, ciò che è certo è che le forze sociali lotteranno al fianco dei lavoratori in tutte le sedi opportune per scongiurare il triste epilogo di una vicenda, a nostro avviso magmatica. Se tanto ci dà tanto, giustizia sociale vorrebbe che a essere licenziati siano coloro che hanno amministrato, in maniera dubbia, le risorse del Centro, e non i lavoratori che hanno sempre onorato il contratto di lavoro. Ciò detto, si chiede, poi, al commissario giudiziale di verificare che la condotta del debitore si sia uniformata a quanto previsto dall’art. 173 della legge fallimentare, e di rendere edotti i dipendenti, i creditori e la pubblica opinione sulle cause che hanno portato il Cmr a questo stato di crisi aziendale e al conseguente non adempimento delle proprie obbligazioni. E’ d’uopo evidenziare, infine, che il Centro Medico è sovvenzionato con rimesse pubbliche stornate dalla Asl, e dunque con danaro dei cittadini/contribuenti, i quali hanno il diritto di comprendere le cause che hanno portato alla debaclé finanziaria del Cmr. Basti pensare che l’attuale amministratore delegato, Mario Petti, che oggi dovrebbe dare un contributo proficuo alla salvaguardia di tutti i livelli occupazionali, è stato componente effettivo del collegio sindacale di un’Azienda che ha prodotto negli anni diversi milioni di euro di debiti. Ai posteri l’ardua sentenza! LA nota è a firma di Pompeo Taddeo della FP CGIL e Giovanni DE Luca della Uil Fpl

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