Collegi elettorali: on.D’Agostino interroga ministro Alfano.

Angelo-Antonio-DAgostino2“Il Ministro dell’Interno spieghi come intende rimediare alla irrazionale ripartizione dei collegi elettorali della provincia di Avellino garantendo omogeneità sociale e politica al territorio irpino e ai comuni interessati.” E’ quanto chiede il deputato di Scelta Civica, Angelo Antonio D’Agostino, in un’interrogazione parlamentare al capo del Viminale pronta per essere depositata alla ripresa dei lavori della Camera.
“I collegi elettorali, così come delineati dal decreto legislativo 122 – scrive il parlamentare – presentano evidenti paradossi che vanno necessariamente rimossi perché fortemente lesivi della realtà territoriale irpina e in netto contrasto con lo spirito dell’Italicum. Il collegio Campania 2 – rileva D’Agostino – ricomprende le province di Avellino e Benevento con la esclusione di nove comuni irpini (Avella, Domicella, Lauro, Marzano di Nola, Moschiano, Pago del Vallo di Lauro, Quindici, Sperone e Taurano) che sono stati aggregati al collegio Campania 5, composto invece da comuni della sola provincia di Napoli. Decisione, questa, che non tiene conto del legame culturale, storico, amministrativo e istituzionale tra il Vallo di Lauro baienese e Avellino. E’ inspiegabile, inoltre, il perché il Governo abbia deciso di modificare la versione originaria del collegio Campania 2, che prevedeva la sottrazione alla provincia di Avellino dei 13 comuni del Vallo Lauro Baianese, “salvandone” solo 4: Mugnano del Cardinale, Baiano, Quadrelle e Sirignano.

“Nonostante le sollecitazioni dei sindaci dei 13 comuni interessati e di tutti i parlamentari irpini – prosegue il deputato – , il Governo ha ritenuto di adottare una decisione sulla base di criteri ancora oggi incomprensibili. Il Ministro Alfano, pertanto, è chiamato a fare chiarezza e a spiegare ragioni e criteri di una ripartizione che risulta essere non poco singolare. A mio giudizio è indispensabile che i 13 comuni del Vallo Lauro Baianese rientrino nel collegio di Campania 2. In mancanza, – conclude D’Agostino – ci troveremmo dinanzi ad una decisione irrazionale e immotivata che, ribadisco, potrebbe trovare una spiegazione soltanto in motivi elettoralistici di basso profilo.”

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