Comune di Rotondi e Alto Calore trovano accordo: stop al pignoramento dei beni.

Alla fine, l’accordo è stato trovato. Alla porte dell’Alto Calore Servizi non busserà l’ufficiale giudiziario per conto del comune di Rotond, per sequestrare beni mobili ed immobili . La società idrica pagherà, a partire dal mese di gennaio, e per i seguenti 28 mesi, una cifra di 10mila euro. La prima tranche, però, sarà di 15 mila euro in quanto comprende le spese legali. Non solo, l’accordo prevede che l’Alto Calore cancelli tutti i debiti che il comune di Rotondi ha nei suoi confronti. Questa mattina, presso gli uffici di corso Europa ad Avellino, sono state stabilite tutte le modalità, tra il sindaco Antonio Russo e l’amministratore unico Michelangelo Ciarcia. Presenti anche il consigliere comunale di Rotondi, delegato al contenzioso Pasquale Gallo che ha seguito tutta la vicenda, l’avvocato Giuseppe Perrotta che ha vinto la causa per il piccolo centro caudino e il dirigente finanziario dell’Acs Francsco Gallo. Si può dire che, è arrivato proprio in extremis questa pacificazione. IL decreto ingiuntivo,infatti, era stato già notificato. l’Alto Calore Servizi avveva dieci giorni di tempo per saldare il debito con il comune di Rotondi. Se non lo avesse fatto e onon avesse sottoscritto l’accordo, sarebbero scattati o i pignoramenti di beni mobili ed immobili. E, rispetto a quello che pagherà, l’Acs risparmierà la metà, in quanto la cifra era superiore ai 600 mila . Soldi che, molto probabilmente, la società di corso Europa, non ha in cassa. 10 giorni fa, la giunta di Rotondi, ,guidata dal sindaco Antonio Russo, aveva dato mandato allo studio legale Iglio-Perrotta di notificare i decreti di precetto all’Alto Calore Servizi Spa, per una somma superiore ai 600 mila euro. Tutto nasce da una sentenza di primo grado del marzo scorso quando, il comune di Rotondi, assistito dagli avvocati Iglio e Perrotta la spuntò in una vertenza lunga più di 15 anni. In buona sostanza, l’Acs fu condannata al pagamento della somma di 362 mila euro più mora ed interessi. Questo perché nel territorio del piccolo entro Caudino era stato installato un depuratore ed il comune ha diritto ad avere un ristoro che, però, l’ Alto Calore servizi, dopo i primi mesi di pagamento non ha più onorato. La sentenza, anche se di primo grado, era già esecutiva. Questo ha permesso di effettuare la notifica del decreto ingiuntivo ma i pignoramenti non ci saranno. Si può dire che l’accordo soddisfi tutte e due le parti in causa. Il piccolo centro caudino avrà un tesoretto da spendere mentre l’Acs ha risparmiato tanti soldi.

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