Sanità. Comuni irpini della Valle Caudina sempre piu’ abbandonati. Sarà ridimensionata anche la Guardia Medica

La sanità resta in grande emergenza. Si continuano a tagliare i servizi e, a farne le spese sono i cittadini che vedono il diritto alla salute, sancito dalla costituzione, come qualcosa di sempre più effimero. Purtroppo, i maggiori disservizi sono riservati alle realtà periferiche come la Valle Caudina irpina. Nel territorio dell’azienda sanitaria Avellino, tranne l’Alta Irpinia, considerata zona disagiata, è partito il processo di ridimensionamento della continuità assistenziale, ossia, dell’ex guardia medica. Sino ad oggi, il rapporto medico- popolazione doveva essere di uno dottore ogni 1500 abitanti. La direzione generale dell’Asl, invece, ha deciso che dovrà essere di un medico ogni seimila abitanti. Con la conseguenza che, da qui a poche settimane, si passerà dai 73 medici, attualmente, in servizio ad appena 40 unità. Magari in realtà grandi come Avellino, Mercogliano o Atripalda, anche molto vicine ai poli ospedalieri, il ridimensionamento non produrrà grossi scossoni Ma non sarà così nei comuni di Rotondi, Cervinara, San Martino Valle Caudina e Roccabascerana, Il punto di continuità assistenziale si trova a San Martino Valle Caudina e sino a pochi giorni fa poteva contare su sette medici, ossia, due per turno. L’Asl ha già ridotto l’organico di una persona, quindi, al momento sono sei, Ma da qui, a pochi giorni, se ne perderanno altre due, quindi, l’organico passerà a quattro medici. Questo vuol dire che ce ne sarà uno per turno, In questo ridimensionamento non si tiene conto della realtà territoriale. Se un medico, durante le notte o in un giorno festivo viene chiamato, ad esempio, a Roccabascerana dovranno passare ore prima che possa rispondere ad una chiamata che arriva da Rotondi, Si dirà che per l’ emergenze c’è sempre il 118. Ma questo servizio dovrebbe essere attivato solo nel caso in cui non si può fare a meno del ricovero in ospedale. Anzi, secondo le nuove linee che muovono il pianeta sanità proprio i medici di base e quelli di continuità assistenziale, con la loro opera, dovrebbero ridurre al massimo i ricoveri in ospedale. Questa azione di prevenzione, con il processo di ridimensionamento viene messo a serio rischio. Contro la decisione dell’Asl, giovedì 14 giugno, si riunirà il consiglio comunale di San Martino e la questione sarà dibattuta nella massima assise cittadina. Al termine, come ci ha detto, il sindaco Pasquale Pisano, si invierà una delibera alla regione Campania per chiedere che anche i comuni della fascia del Partenio siano considerati come zona disagiata ed il rapporto medici- abitanti possa restare di uno ogni 1500 persone. Si tratta di un nuovo fronte e la battaglia è appena cominciata.

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