Comunicato Stampa Ultras Curva Sud Avellino.

Forse ci siamo fatti attendere, ma crediamo sia giusto far sentire la nostra voce nuovamente. Abbiamo ascoltato e letto tutti, abbiamo assistito allo sfogo delle istituzioni, abbiamo subito la gogna dei media. Qualcuno avrà pensato che non parlavamo perché colpevoli, ma il nostro era un silenzio di attesa, di studio. Quando si gioca con la vita delle persone bisogna andarci con i piedi di piombo e se a questo aggiungi l’onorabilità di una curva, di una tifoseria, di una città derisa, allora è doveroso fare i conti con la propria coscienza. Da sempre ci siamo assunti le nostre responsabilità, da sempre abbiamo fatto i conti innanzitutto con noi stessi e con le nostre coscienze, ma questa volta è diverso.
Giustiziare otto persone solo perché si ritiene di dover dare una risposta alle istituzioni e all’opinione pubblica è quanto di più indegno e vergognoso si possa fare. Sia chiaro: il gesto va condannato, chi ha agito va punito, siamo stati i primi a dirlo. E’ un principio elementare che risponde alla logica del “chi rompe paga”, un principio che non può essere calpestato sparando nel mucchio come è stato fatto. Il gesto di un singolo non può macchiare l’intera tifoseria, non può condannare otto tifosi rei di non essersi accollati la responsabilità del fatto come forse qualcuno avrebbe gradito. A due settimane dal fatto, l’autore del gesto non è stato ancora individuato, forse nessuno ha più interesse ad individuarlo, c’è già chi ha pagato per il gesto di uno scellerato. Siamo stanchi della vostra “giustizia sommaria”, siamo stanchi dei vostri processi mediatici, chiediamo solo che giustizia sia fatta.
“A testa alta Ultras”

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