Comunità di Picciola e Corvinia ricorda padre Beniamino Miori.

Venerdì prossimo 31 Marzo alle ore 19.00, nella Chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Picciola, il Vescovo di Campobasso – Bojano, Mons. Giancarlo Bregantini, celebrerà la Santa messa per ricordare Padre Beniamino Miori, in occasione della festa onomastica. Padre Beniamino Miori, sacerdote Stimmatino, morto a Salerno nel 1946. Riposa oggi nella chiesa di Picciola. Lo scorso 6 Marzo, la Conferenza Episcopale Campana, ha dato parere favorevole affinché si avvii la fase diocesana della causa di beatificazione del Sacerdote apostolo della carità e anticipatore della “Evangelii Gaudium” di Papa Francesco. Padre Beniamino Miori, da tempo è considerato santo nel cuore di tanti fedeli e come tale invocato come intercessore. Testimone vivente della “Evangelii Gaudium” è senza dubbio Mons. Giancarlo Bregantini, Arcivescovo di Campobasso, già Presidente della Commissione Episcopale della Cei per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace e la custodia del Creato. Padre Giancarlo da sempre vive sulla propria pelle la dimensione dell’uscita. Il suo impegno pastorale, come presbitero prima e vescovo poi, ieri di Locri-Gerace e, oggi, della Chiesa di Campobasso-Bojano, lo testimonia. La sua vita, il suo linguaggio e i suoi gesti di ogni giorno, dimostrano il desiderio di un uomo e di un vescovo che vuole annunciare la non estraneità del Dio di Gesù Cristo alle vicende umane e mostrare il volto di una Chiesa che come il Suo Signore voglia prendere sul serio la logica dell’incarnazione. Un uomo che vive la Chiesa del Concilio,una Chiesa per la quale – secondo la bella espressione della Gaudium et Spes – “nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel suo cuore“ e per questo vive “realmente e intimamente solidale con il genere umano e con la sua storia”. Inoltre Mons. Bregantini è Stimmatino e Trentino proprio come Padre Beniamino Miori e proprio come lui ha poste le “Periferie” al centro della sua Pastorale. Mons. Bregantini, per tredici anni vescovo di Locri- Gerace, e dal 2007 arcivescovo metropolita di Campobasso- Bojano, non sia soltanto “storia ecclesiastica”, ma è inesorabilmente intrecciata alla “storia civile” di una comunità. Bregantini è un trentino “adottato” dal Sud, che ha imparato ad amare il Sud come neanche il Sud sa amare se stesso. Prete operaio, prima, vescovo coraggioso ed attento alle istanze sociali, dopo, l’intera parabola pastorale di Bregantini nella locride si caratterizza per l’impegno che egli profonde nell’offrire una speranza a gente stanca e snervata dalle angherie della criminalità organizzata. In un lembo di terra in cui l’illegalità è all’ordine del giorno, il vescovo propone una etica della legalità. In altre parole, Bregantini alla gente di Calabria sembra dire che quel Regno dei Cieli, per cui lui stesso fin da giovane ha scommesso la sua vita, non è una aspettativa di salvezza dopo la vita terreno; o meglio, lo è anche, ma è prima di tutto la possibilità di essere felici su questa terra. Rientra così il tema della liberazione integrale della persona umana da quei condizionamenti politici, sociali e economici che non la rispettano nella sua dignità; e pure il tema dell’opzione preferenziale per i più deboli, gli emarginati, gli sfruttati.

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