Comunità parrocchiali San Nicola e S.Maria della Valle sono vicine al loro parroco don Giovanni Panichella.

hqdefault113LE COMUNITA’ PARROCCHIALI DI S. MARIA DELLA VALLE E SAN NICOLA VESCOVO IN CERVINARA SI STRINGONO ATTORNO AL LORO PARROCO DON GIOVANNI PANICHELLA PER LA MORTE DEL SUO DILETTO GENITORE UMBERTO. ULTIMO SALUTO DELLE DUE COMUNITA’ PARROCCHIALI AL CARO ESTINTO. La morte, “Belva enorme, implacabile e cieca”, scriveva lo scrittore russo Dostòevskij, ha abbattuto una pianta ancora verdeggiante e ripiena di frutti maturi: l’anima buona del carissimo e amatissimo Signor Umberto. A nome mio personale e delle parrocchie di Santa Maria della Valle e San Nicola Vescovo in Cervinara,  esprimo sincero cordoglio-solidarietà-vicinanza al nostro amatissimo e reverendissimo Don Giovanni Panichella, originario di Montesarchio, per un dolore così forte e profondo: la dipartita del suo diletto genitore. Mi stringo anche attorno all’inconsolabile moglie signora Carolina, all’altro adorato figlio Carmelo, ai familiari tutti e alla comunità di Montesarchio in questo   triste ed elegiaco momento. Ritengo pleonastico tratteggiare il profilo della figura del padre, insostituibile per il figlio. Sappiamo tutti che   l’icona del padre è fondamentale perché costituisce quella struttura portante interna che sostiene la psiche del figlio e che lo dirige verso obiettivi certi ed importanti. E’ lui che gli passa gli strumenti per combattere e conquistare ciò di cui ha bisogno ed è ancora lui ad insegnarli come affrontare le difficoltà e le crudezze della vita senza mai arrendersi. Un mio ex professore mi diceva sovente che è il padre che lega il figlio alla società, alla cultura e a ciò che questa ha creato attraverso il susseguirsi delle generazioni. Egli, facendo da guida, consegna al figlio le chiavi del futuro personale e del mondo intero. Ed ora è doveroso rendere grazie al Signore per il gran bene che il Signor Umberto ha saputo operare, nonostante i suoi lunghi periodi di malattia-sofferenza, in tanti anni di fecondo e instancabile lavoro di vero cristiano. Il modo con cui ha saputo affrontare e resistere al male sordo e oscuro che lo corrodeva dentro, costituisce l’ultima e la più nobile lezione di vita. Egli ha saputo trasmettere alle nuove generazioni i suoi alti e importanti valori di moralità, dignità e sobrietà, lasciando un’impronta etica che non si cancellerà facilmente. Ritengo doveroso altresì elevare fervide preghiere perché la misericordiosa bontà divina lo accolga con la Beata Vergine Maria tra i suoi prediletti servi buoni e fedeli nella dimora eterna della Gerusalemme Celeste. La terra ti sia leggera, carissimo   Signor Umberto, Sit tibi terra levis! E come non dire grazie al signor Umberto per aver generato un figlio come Don Giovanni, che non è solo sacerdote di grandissima fede, ma anche una ricchezza morale, sociale e soprattutto spirituale delle nostre due comunità. Concludo con una celebre citazione del famoso filosofo Marco Tullio Cicerone: “Vita mortuorum in memoria est posita vivorum”(La vita dei morti è riposta nella memoria dei vivi). In parole povere, bisogna sempre tener vive le persone che ci hanno lasciato con il nostro costante pensiero, perché loro ascoltano i nostri ricordi e ne sono felici. Ed è proprio quello che faremo, come comunità parrocchiali attente e vigili, per il compianto e diletto signor Umberto. Con tutto il rispetto,l’affetto- stima solidale del mio dolente animo. CRISTO REGNI!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*