Concorsi truccati nella Guardia di Finanza: licenziati due marescialli.

Aiuti per superare il concorso per entrare nella Guardia di finanza, il reato accertato sarebbe non solo di millantato credito, per aver detto di conoscere elementi di peso nelle commissioni esaminatrici, ma corruzione. E alla condanna penale va aggiunta la pena accessoria del licenziamento. Questa la decisione del giudice Perrella della Procura di Napoli, su un caso di mazzette e concorsi che vede tra gli imputati condannati presunti corrotti e corruttori. Due i finanzieri condannati con l’accusa di aver intascato la mazzetta. Il caso risale al dicembre 2015. Le accuse ruotavano attorno ai 50mila euro, in contanti e versati in più tranche, che un maresciallo in pensione avrebbe consegnato a due marescialli della Guardia di finanza per assicurarsi l’ammissione della figlia al corso per allievi sottufficiali nell’anno accademico 2015/2016. Tentativo che poi fallì e i soldi furono in parte rimborsati. Padre e figlia, sono stati condannati a quattro anni di reclusione in primo grado. Il maresciallo capo in servizio all’epoca è stato condannato invece a cinque anni di reclusione, mentre l’altro maresciallo a quattro anni e quattro mesi, con l’assoluzione per non aver commesso il fatto da uno dei capi di imputazione. Per i due militari il licenziamento e il pagamento della somma di 50mila euro ciascuno. Le indagini si avvalsero soprattutto delle intercettazioni, oltre che di alcune testimonianze.

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